Bellezze storiche e gratuite a Reggio Emilia: Due chiostri imperdibili in centro storico.
Ci sono alcune rare e sorprendenti bellezze storiche gratuite nascoste all’interno di cortili del centro storico a Reggio Emilia, che rappresentano veri e propri gioielli degni di essere menzionati e perché no visitati anche per dire una volta visitata la città…
“ma sai che sono stato a Reggio Emilia e non è per niente male!”.
Ad oggi Reggio Emilia risulta una città con poco hapeal, anche a causa dei tanti negozi sfitti e di un’affluenza in centro sempre più rara da parte delle nuove generazioni, che preferiscono i centri commerciali alla via Emilia.
I cortili di cui parlo, quelli più antichi e aperti al pubblico sono:
I Chiostri della Ghiara con annessa la famosa chiesa della Madonna dei miracoli e i Chiostri di San Pietro.

Bellezze storiche a Reggio Emilia: Chiostri della Ghiara
L’intero complesso dei Chiostri della Ghiara costituito dalla Basilica, da un Chiostro grande e da uno piccolo e relativo Convento e datati primi anni del 1600, esistono proprio grazie ad un miracolo compiuto dalla stessa Madonna della Ghiara che fece recuperare ad un bambino la parola.
Tale Marchino soleva pregare davanti ad una Madonna con Bambino in prossimità di quelli che erano gli Orti dei Servi, la storia per intero potete leggerla nel mio articolo dedicato.

Accertato il miracolo i due architetti reggiani Alessandro Balbi e Francesco Pacchioni furono incaricati di progettare la Basilica che venne costruita nel giro di vent’anni.
Consiglio assolutamente una visita e in occasione dei festeggiamenti per il 40esimo anniversario della consacrazione nel 2019 è stata inaugurata la nuova illuminazione art light design attivabile con i QR code che forniscono info sulle opere della chiesa più importanti.

Il Complesso della Ghiara diventato di proprietà del Comune, vide i due Chiostri con il Convento attiguo, ricoprire diverse funzioni:
Alloggio della Guardia Civica Scuderia, Sede dell’Arte della Seta, Caserma del Duca, Scuola.
Ad oggi e da circa 10 anni il Chiostro grande e parte del complesso intorno ad esso ospita un Ostello gestito dalla Cooperativa Ballarò.
Per tutto l’anno all’interno di suddetto Chiostro è possibile assistere a Concerti, Spettacoli teatrali, mostre di fotografia, mercati d’artigianato, organizzati dalla Cooperativa stessa che condivide il bellissimo giardino centrale impreziosito da un antico pozzo.

All’interno del Chiostro è anche possibile cenare o fare un aperitivo, l’atmosfera soprattutto d’estate è incantevole.
Il Chiostro piccolo e la restante parte del Convento sono occupati dai padri Serviti esistenti a Reggio Emilia sin dal 1313 e dopo la cacciata per mano di Napoleone, tornati in loco un secolo fa.
Il Convento custodisce al suo interno una biblioteca Mariana di 15 mila volumi, la Basilica stessa è uno straordinario scrigno di storie sulla Reggio del Cinque – Seicento che in quegli anni di grande splendore produceva la seta.
Un’altra città simbolo della produzione di seta è senz’altro Bologna e qui vi invito a visitare il complesso di Santo Stefano e i chiostri raccontati da Cristina di vi do il tiro nel suo blog.
Bellezze storiche a Reggio Emilia: Chiostri di San Pietro
Sicuramento il complesso più affascinante e spettacolare di Reggio Emilia, da diversi anni uno degli epicentri di Fotografia Europea, nelle sue ampie sale vengono ospitate le più importanti mostre della città.
Complesso monumentale di chiara impronta rinascimentale con l’inconfondibile stile di Giulio Romano il cui disegno fu chiaramento influenzato da quello di Palazzo Te di Mantova.
Una storia quella dei Chiostri che dal Cinquecento arriva ai giorni nostri…
Un percorso poliedrico che da antico monastero benedettino, grazie ad un imponente opera di restauro ha consentito di restituire i Chiostri di San Pietro alla città e ai cittadini come centro culturale di rilievo internazionale.
Dal 2019 I Chiostri di San Pietro sono il Polo culturale di innovazione della città di Reggio Emilia e al loro interno si sono create attività e laboratori che progettano iniziative di partecipazione urbana, stimolando processi di partecipazione cittadina.

Lab in Chiostri con il laboratorio aperto e uno spazio di co_working e una caffetteria ristorante dal nome Food In Chiostri.
Ripercorrendo la sua storia le tappe salienti sono sicuramente rappresentate dalla nascita nel XVI secolo, del Monastero appartenente ai Monaci Benedettini che officiavano nell’annessa Chiesa di San Pietro.
Il complesso monastico comprensivo di cortili e orti venne organizzato in due chiostri:
Il Chiostro piccolo in stile tardo quattrocentesco realizzato tra il 1524 e il 1525 da Bartolomeo Spani, figura artistica dominante nel primo Cinquecento reggiano, che vi adottò un impianto tipicamente rinascimentale di impronta brunelleschiana.

Grazie al recente restauro sono state recuperate, almeno in parte, le pareti affrescate che furono ricoperte da uno strato di calce negli anni cinquanta.
Il Chiostro grande di gusto manierista, realizzato circa sessanta anni dopo, da Prospero e Francesco Pacchioni, che adottarono un impianto manierista con bugnato alle pareti e al piano superiore, finestre timpanate con nicchie decorate da possenti statue di santi dell’ordine benedettino, realizzate dai fratelli Bernardo e Francesco da Lugano negli anni Sessanta del Seicento.

Nel 1783 il monastero venne soppresso e utilizzato come magazzino militare e poi sede del Tribunale di Giustizia.
Con la Restaurazione l’immobile divenne sede dell’Educandato delle Fanciulle, affidando la trasformazione dell’edificio a Domenico Marchelli .
L’ingresso al complesso monastico, originariamente sul sagrato della chiesa, venne collocato sulla via principale separando definitivamente chiesa e monastero.
Subito dopo l’Unità d’Italia l’edificio venne trasformato in caserma militare, vennero tamponate le arcate del chiostro piccolo e vennero costruiti una serie di casamenti nell’area un tempo destinata ad orti.
Ad Oggi arrivando in questo luogo rimarrete sicuramente stupiti dall’atmosfera particolare che ancora oggi emanano i Chiostri di San Pietro.
L’articolo fa parte del progetto di Viaggi.Cibo.Emilia e vi invito insieme alle colleghe ad andare a visitare il nostro profilo social di instagram ricco di tanti spunti per visitare la nostra bella Emilia.
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