Borghi Medioevali Parma Corchia Coperta
Appennino Parmense

Borghi Medioevali di Parma: visita a Corchia tra miniere, arte e una pizza speciale!

Tra i borghi medioevali caratteristici in provincia di Parma, la piccola frazione di Berceto, Corchia, merita sicuramente una menzione speciale.

A prima vista, quando si giunge all’entrata del borgo e si legge il nome del paese affrescato sul muro di un casolare in pietra, che ti dà il benvenuto, sembra di essere arrivati in un villaggio senza tempo.

Corchia ha tutte le caratteristiche del borgo montano appartenente all’ Appennino Tosco emiliano.

A me ha ricordato molto, in dimensioni ridotte lo splendido borgo visitato pochi mesi fa, di Fiumalbo.

Con le stesse tegole in ardesia collocate sui tetti delle case, i cunicoli e  i viottoli lastricati che dividono le abitazioni fabbricate anch’esse in pietra locale, che creano l’atmosfera di un presepio caratteristico.

Un luogo che mette calma e tranquillità, anche solo se ci trascorri un pomeriggio.

Un piccolo gioiello incastonato nell’alta Val Manubiola, nella quale scorre l’omonimo torrente circondata da faggete e castagneti.

Ci sono almeno 3 buoni motivi per visitare Corchia…

Uno di questi è quello che richiama gente sia dai paesi emiliani limitrofi che dalla Toscana:

  • La speciale pizza al testo che solo in questo borgo puoi mangiare.
  • Le miniere di ferro e rame alla scoperta della vita dei minatori.
  • Il Museo di Martino Jasoni, artista nativo del borgo, emigrato in America.

Ultima ma non ultima la possibilità di perdersi in un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e dove la pace unita agli inevitabili sguardi curiosi dei pochi abitanti residenti, regnano sovrane.

Corchia: le origini di uno dei più interessanti borghi medioevali di Parma.

Dettaglio Borghi Medioevali Parma

Le origini di Corchia sono antichissime, le prime documentazioni risalgono al secolo XII – XIII.

Collocata lungo la via Francigena, fu percorsa da numerosi pellegrini che dal Nord Europa si dirigevano a Roma.

Nei primi anni del 1300 divenne feudo della famiglia Sanvitale, particolarmente influente a Parma.

Venne poi venduta nel 1733 ai conti Tarasconi Smeraldi che la tennero fino all’abolizione dei feudi avvenuta durante il periodo Napoleonico nel 1805.

Il fascino che l’avvolge è dato per buona parte dalla natura rigogliosa che le fa da cornice, dai castagneti e le faggete secolari.

Il borgo ha la forma di un quadrilatero e le case senza troppi fronzoli sono compatte e quasi addossate fra di loro.

Si pensa ad una conformazione utile per scopi difensivi, anche se tra tutti i borghi visitati fino ad ora questo sembra quasi nascosto, immerso tra i fitti boschi.

Passeggiando per le vie del Borgo già dall’entrata scorgerete il Campanile della Chiesa di San Martino, ormai sconsacrata, interamente realizzata in pietra, la struttura è caratterizzata dall’insolita facciata a capanna.

All’interno si conservano gli affreschi raffiguranti l’Ultima Cena dipinta da Martino Jasoni, e i Quattro Evangelisti.

Dista circa 5 km da Berceto, a 650 m  s.l.m , gli abitanti residenti nel borgo sono circa 40, ma d’estate il villaggio si anima sino ad arrivare a 200 persone.

L’attrattiva principale del borgo rimane…

La “Pizza al Testo” prodotto tipico di Corchia…

Una pizza unica e inimitabile questa di Corchia, un prodotto che rappresento un richiamo perché cucinato all’interno del Testo!

Il Testo è un tegame costituito da due parti: la piastra in ghisa rovente che si mette sulla base del camino o di un piano detto anche “piano nero”

La parte superiore simile ad una campana che funge da coperchio cosparsa di braci,  questo fa sì che l’impasto (nel caso della pizza), appoggiato al suo interno cuocia in soli 3/4 minuti.

Ed ecco pronta una buonissima e profumata pizza con una consistenza veramente ottima croccante fuori e morbida dentro, farcita con ingredienti a scelta, fino a 5 gusti per gli impasti grandi.

Le origini della pentola sono della Lunigiana.

Anticamente le famiglie contadine le usavano allestendo degli spazi dedicati “cucine nere” all’interno degli essiccatoi (Cason) dove si essicavano le castagne.

Il testo poteva essere oltre che di ghisa anche di terracotta, di un diametro che variava dai 40 ai 50 cm, abbastanza pesante da maneggiare,  spesso veniva alzato con un gancio o una catena.

Oltre alla pizza, invenzione del Ristorante del piccolo borgo, il testo veniva utilizzato per cuocere i testaroli, (l’origine della pietanza presidio Slow Food proviene proprio da qui) e la torta d’erbi lunigianese, per non parlare della famosa pattona di castagne, (Castagnaccio).

Se vi ho fatto venire l’acquolina non vi resta che recarvi a Corchia al Bar Pizzeria Iasoni Nadia.

La trattoria aperta nel 1999 si trova al civico 19, telefonate per prenotare perché nel fine settimana rischiate di non trovare posto.

Pizzeria Iasoni Nadia, Tel. 0525 618114, personale gentilissimo e alla mano, prezzo politico una pizza grande costa all’incirca 28 euro.

Sentirete che prelibatezza!

Miniere di Corchia, borgo medioevale di Parma.

Le miniere di Corchia sono il secondo importante motivo per visitare il borgo e rendersi conto di come era la vita dei minatori del villaggio tra l’anno 1865, quando vennero create le miniere perforando il monte Groppo Maggio, agli anni del 1943 quando vennero definitivamente chiuse.

La ricerca primaria attivata era quella del rame, successivamente estesa al ferro, zinco e feldspato.Ad oggi si effettuano interessanti escursioni nella ormai unica miniera visitabile del circondario “La miniera Pietra di fuoco”.

Partendo dal borgo di Corchia si risale un’antica mulattiera e si passa in mezzo ad una fresca e meravigliosa pineta.

Attendo di compiere l’esperienza per darvi maggiori dettagli…

Per compiere una visita alle miniere e sempre necessaria la prenotazione vi consiglio di contattare la brava e competente Guida Ambientale Escursionistica Maria, facente parte di Trekking Taro & Ceno Cell. 329 4571154.

Le miniere Rappresentano un patrimonio storico e artistico da salvaguardare.

Oltre alle miniere su richiesta è possibile visitare anche gli essiccatoi nei quali la gente del posto produceva la preziosa farina di castagne.

Museo Martino Jasoni

Vi stupirete forse quanto me nell’apprendere che nel  piccolo borgo parmense esiste un piccolo museo dedicato ad un artista e pittore emigrato da bambino in America con la famiglia, il cui nome è Martino Jasoni.

Sebbene non sia un artista conosciuto dalle masse, nei suoi anni negli States studiò pittura insieme a Walt Disney, (si proprio lui), ho approfondito l’info datami dalla cameriera della pizzeria et voilà.

Bisogna fare la premessa che tanti sono gli splendidi e particolari musei dell’Emilia assolutamente da visitare come quello di Guatelli

Martino tornò a malincuore nel suo paesello d’origine in giovane età, era il 1923 e dopo la morte del padre dovette farsi carico del sostentamento della famiglia lavorando i campi e dipingendo solo raramente.

Espose nel 1936 i propri dipinti alla biennale di Venezia, per il resto causa la sua condizione che lo obbligava a fare tutt’altro che dipingere, venne spesso ricordato come “pittore sfortunato”.

Per rendere omaggio alla sua memoria l’amministrazione Comunale di Berceto in collaborazione con Provincia e Regione Emilia-Romagna, hanno recuperato “Casa Corchia”.

Dimora storica che troverete all’inizio del paese,  e nel 2007 è nato il Museo Martino Jasoni.

All’ interno di suddetto edificio, si può ammirare la vasta produzione di olii e acquerelli che ritraggono frammenti di vita per lo più americana.

Passeggiate a Central Park, chiacchiere confidenziali con amici, i cieli americani che si mescolano con quelli dell’Appennino Tosco emiliano e tanto altro.

Permane infatti in Martino il suo essere poeta di luoghi e pittore emigrato.

Solo alla sua morte, nel 1957 verrà riconosciuto come esponente delle avanguardie artistiche del secondo decennio del Novecento.

All’interno del Museo, se andrete con i vostri bambini, sono attivati laboratori didattici con la collaborazione del MOMA di New York.

Da Settembre a giugno da lunedì a sabato solo su prenotazione; domenica dalle 15.00 alle 18.00.

Luglio e agosto da lunedì a venerdì solo su prenotazione, sabato dalle 15.00 alle 18.00, domenica dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.

Il biglietto ha il costo simbolico intero di 2,00 euro, over 65 euro 0,50; gruppi minimo 15 persone euro 1,00; gratuito per le scuole e under 18.

Per info potete contattare il personale responsabile al Tel. 0525 64273.

Questo viaggio alla scoperta delle bellezze di Corchia penso accontenterà un po’ tutte le tipologie di turismo, unendo in sè: cultura, gastronomia, arte e tradizione.

Come arrivare a Corchia?

In macchina: uscita Berceto | A15 autostrada della Cisa | Parma-La Spezia, seguire poi le indicazioni per il Borgo di Corchia.

Vi aspetto nei commenti , ricordandovi che sono anche presente su Instagram e Facebook  e Pinteres con video e contenuti inediti delle mie avventure.

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