Composizione Museo Ettore Guatelli
Musei

Musei di Parma: l’incredibile Museo Ettore Guatelli

L’incredibile Museo Ettore Guatelli si trova a Ozzano Taro, un paesino sperduto in provincia di Parma.

Uno dei musei più emozionanti, che io abbia mai visto, nel quale oggetti appartenenti alla vita rurale acquistano nuova linfa vitale e una originale collocazione.

Fondazione dal 2003, è un museo nato dalla fantasia e dall’ingegno di un insegnante elementare di modeste origini contadine, Ettore Guatelli.

Quest’uomo straordinario ha impiegato 40 anni della propria vita per creare una collezione sorprendente in grado di affascinare grandi e piccini.

“Tutti sono capaci di fare un museo con le cose belle, più difficile è crearne uno bello con le cose umili come le mie.”

(Ettore Guatelli)

Chi era Ettore Guatelli?

Un accumulatore seriale, un pazzo, un genio, un insegnante di scuola elementare oppure come lo chiamava la gente di Ozzano Taro, uno stracciaio?
foto presa dal sito ufficiale www.ettoreguatelli.it

Nato a Collecchio il 18 Aprile 1921, figlio di una famiglia di mezzadri, sin da bambino ebbe problemi di salute che gli impedirono di frequentare regolarmente la scuola e di aiutare i genitori in campagna.

La malattia e i rinvii alla chiamata dell’esercito non impedirono però di essere arruolato nel 1942.

Tuttavia disertò nel 1943 per partecipare al movimento antifascista.

In quegli anni durante un ricovero, conobbe in ospedale il poeta Attilio Bertolucci, figura fondamentale della sua formazione intellettuale, per il quale scrisse a macchina alcuni testi in cambio della preparazione alla licenza magistrale, che Bertolucci lo aiutò a conseguire.

Gli anni ‘50 lo videro impegnato politicamente, e nel 1954 fu eletto consigliere sindacale del suo Comune di origine, Collecchio.

Durante il periodo di direttore delle colonie di Bedonia e Tarsogno (1951- 1971), curioso e visionario sin da giovane frequentò spesso i magazzini di raccolta mobili dell’Appennino.

Salvò da distruzione certa mobili e oggettistica appartenenti a famiglie contadine e laboratori artigiani, arrivando ad accumularne più di 60.000.

Nel 1968, dopo aver vinto un concorso come insegnante, passò di ruolo e insegnò fino agli anni della pensione, nel 1977.

La seconda metà degli anni ‘70 furono anche gli anni nei quali il suo lavoro cominciò a divenire noto agli enti pubblici e agli studiosi, trovandosi coinvolto a pieno nel movimento di riscoperta della cultura materiale, che caratterizzò gli anni ‘70 e ‘80.

Gli anni ‘90 rappresenteranno una sempre più crescente presenza sulla scena museografica ed etnografica della collezione.

Ettore Guatelli morirà nel settembre del 2000 dopo aver composto, scritto, smantellato e riallestito stanze, nonché ospitato visitatori.

Saranno anche gli anni dei maggiori riconoscimenti e dell’affermarsi della sua presenza in tesi di laurea, quotidiani e libri.

A tre anni dalla sua scomparsa nascerà una Fondazione che gestirà il museo onorando la memoria di questo grande personaggio.

Podere Bellafoglia

Il podere Bellafoglia è il nome dei possedimenti della famiglia di Guatelli, che da mezzadri del luogo ne divennero proprietari.

Al suo interno, ma anche tutto attorno alla fattoria, gli oggetti di Ettore la fanno da padrone.

Già all’entrata principale del Museo notiamo sulla destra una grande ruota appartenente ad un mulino che ci accoglie, mentre sulla sinistra vi è un porticato, pieno zeppo di oggetti impilati gli uni sugli altri, facenti anch’essi parte del giacimento Guatelliano.

magazzino Museo Ettore Guatelli

Subito attrae la mia attenzione una scultura altissima raffigurante un ciclista in fil di ferro che scopro successivamente, dalla guida, essere opera di un artigiano di Sala Baganza, Pietro Modini che aveva realizzato l’opera in occasione del passaggio del giro d’Italia e successivamente la regalò a Guatelli.

La biglietteria nella quale acquistiamo il biglietto comprensivo di visita al museo e alla casa privata di Guatelli, è posta a sinistra di una stanza di accoglienza al pubblico nella quale ci attende la guida.

Questo spazio originariamente era un’autorimessa per carri e trebbiatrici.

Oggi riorganizzato per dare al visitatore, grazie anche alla presenza di alcune mostre temporanee ospitate al suo interno, un primo accenno dello spirito e dell’intenzione della Fondazione di omaggiare la figura di Guatelli.

installazione Museo Ettore Guatelli

Ci tengo a sottolineare che questo giacimento di meraviglie partecipa al programma di Parma Capitale italiana della Cultura 2020/21.

Le stanze del Museo Ettore Guatelli

Le stanze riguardanti il vero e proprio Museo sono sei (stalletto, granaio e locali di servizio).

Iniziamo la nostra visita entrando dal portone a lato della biglietteria in quello che anticamente doveva essere un’autorimessa per carri, e immediatamente siamo avvolti dagli oggetti che sono disposti ordinatamente, secondo una logica che solo Guatelli conosceva.

Tutt’intorno alle pareti sul soffitto riempiendo ogni più piccolo spazio a disposizione, barili di ogni fattezza, damigiane per il vino in legno di diverse misure e tutte le tipologie di contenitori facenti parte della vita rurale.

stanza dei contenitori

Particolarità della stanza è una composizione di ruote di carro, posizionate in modo da simulare il movimento.

ruote Museo Ettore Guatelli

Anche sulle scale che ci apprestiamo a salire, ci sono oggetti tra i più svariati per la lavorazione del grano: cesti, piccole botti, utensili da cucina, e non si sa da che parte volgere lo sguardo.

scale Museo Ettore Guatelli

Arrivati al primo piano troviamo due stanze, entriamo nella più piccola chiamata “stanza dei giocattoli”.

Scopriamo che Guatelli oltre ad essere un collezionista anche di questa tipologia di articolo, costruiva lui stesso i giocattoli con noci, legno intagliato, pezzi di latta, stoffa, cassette di frutta e chi più ne ha più ne metta.

giocattoli Museo Ettore Guatelli
stanza dei giocattoli

Poi arriva la meraviglia che mi ha spinta a visitare il museo, la grande sala con disposti alle pareti e in ogni angolo della stanza, utensili facenti parte della vita agreste.

composizione Museo Ettore Guatelli

È indescrivibile la disposizione alle pareti di questi oggetti, perché qui Guatelli avendo a disposizione grandi spazi gioca con composizioni a spirale, simulando ellissi, archi e diagonali.

L’estetica di questi veri e propri murales, soprattutto se vista da lontano, è sorprendente, ma come ci viene spiegato, il fine è di attirare l’attenzione del visitatore verso oggetti di poco valore reale, ma di grande valore antropologico.

agreste Museo Ettore Guatelli

Inutile descrivere gli altri oggetti presenti nella stanza, è un museo che si racconta solo vivendolo e guardandolo.

Le definizioni date al museo nel tempo sono molte, sorprendenti, poetiche, tutte diverse tra di loro, fatte da studiosi, accademici, artisti e letterati.

Altra stanza altra storia, storia di giostrai che viaggiavano dalla Liguria all’Emilia Romagna con la propria scimmia, intrattenendo con giochi e attrazioni varie.

Nella stanza infatti, vediamo in bella mostra all’interno di bacheche, i costumi degli animali e i giochi in miniatura.

Una composizione incredibile che forma quasi un ventaglio, attira la mia attenzione: una parete di scarpe consunte di diverse tipologie, che unite a formare un disegno, rendono la composizione molto gradevole.

Pieni di meraviglia e stupore anche nell’associare questi oggetti alle persone che li hanno posseduti, ma soprattutto alla storia dell’oggetto in sé, ci rendiamo conto di essere veramente in un museo fuori dal comune, ma non è finita qui…

La visita prosegue all’interno della casa dove Guatelli ha vissuto, insieme ai genitori.

La casa di Ettore Guatelli

L’accesso alla casa di Guatelli avviene tramite una porticina in legno sul cui lato tra le tante scritte e cartelli noto la simpatica dicitura “il bosco delle cose”.

porta casa Guatelli

Alcuni alti gradini in pietra tipici delle case contadine di un tempo, ci conducono alla prima stanza, la camera da letto di Guatelli.

Utilizzata negli ultimi anni dell’artista che non riusciva più a salire al terzo piano, nella sua camera da letto originaria.

La consunta stanzetta con all’interno il letto singolo, è anch’essa piena zeppa di oggetti simili a quelli già visti nel museo, pendole, giocattoli, grucce di legno, quadretti, e in un angolo sopra al tavolino una macchina da scrivere.

Saliamo al secondo piano e arriviamo nella sala da pranzo della famiglia Guatelli, diventata la stanza della musica perché piena di strumenti musicali di ogni tipologia, e non solo, sono anche presenti abiti di scena donati a Ettore dal Teatro Regio di Parma.

Un’altra stanza vicina conserva altra oggettistica mista di barattoli in vetro con all’interno chiavi, bottoni ecc… orologi e giocattoli su altri scaffali.

Saliti al terzo e ultimo piano, arriviamo alla “camera” come la chiamava Guatelli, a mio avviso la più singolare e colorata, la camera delle latte.

latte Museo Ettore Guatelli

Questa camera, che in realtà è una soffitta, ci dice la guida, era la camera da letto dei genitori di Ettore, ad oggi piena di vecchie latte di pomodoro, caffè, birra, olio e scatole di biscotti e dolciumi.

Il soffitto invece è tappezzato di vassoi colorati e di cassette della frutta dipinte, il tutto a creare una meravigliosa armonia di colori.

La quarta stanzetta, prima di entrare nella camera da letto vera e propria di Guatelli, è invece piena zeppa di tazze, tazzine, piatti e piattini in ceramica dipinta.

Nella camera originaria dell’artista invece gli orologi sono il tema predominante.

camera letto Museo Ettore Guatelli

Terminata la visita scendiamo a malincuore a piano terra e di fronte a noi troviamo la stalla della fattoria, utilizzata anch’essa come spazio per mostre temporanee.

Con il cuore gonfio di meraviglia mi sento di consigliare assolutamente una visita al museo, adattissimo anche per famiglie!

Info utili:

le visite sono esclusivamente guidate e ad accompagnavi saranno le guide dell’Associazione Amici di Ettore Guatelli.

La durata della visita varia da un’ora e mezza a due ore. I gruppi dovranno essere di massimo 5 persone.

Se avete poco tempo a disposizione, abbiate cura di informare la guida all’inizio della visita.

APERTURA MUSEO AL PUBBLICO

Tutti i Mercoledì e domenica dalle 15.00 alle 18.00

L’ingresso al museo, richiede al visitatore, l’utilizzo di una propria mascherina.
Biglietto intero: 7 €
Biglietto ridotto: 5 € (gruppi min.15 persone, gruppi scolastici, over 65, studenti universitari fino a 26 anni muniti di tesserino, soci Coop Alleanza 3.0, soci UISP, soci UNPLI, Card Musei Metropolitani Bologna)
Biglietto gratuito: Disabili e un loro accompagnatore, giornalisti con tesserino, bambini fino a 10 anni (ad esclusione di gruppi scolastici)
  • i costi indicati comprendono sempre l’entrata al Museo e la visita guidata
  • le visite hanno cadenza ogni trenta minuti e sono sempre e solamente guidate
  • per i gruppi è sempre necessaria la prenotazione

*PRENOTAZIONI, RICHIESTE E INFORMAZIONI
Tel. 350.1287867  visita il sito della Fondazione
dal lunedì al venerdi dalle 8.00 alle 19.00
il sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00

Come arrivare:

DA PARMA

In  Auto – E’ facilmente raggiungibile percorrendo la Strada Statale 62 della Cisa, in direzione La Spezia. Il museo si trova all’uscita del paese di Ozzano, sulla sinistra.

In autobus: autobus n. 6 per Fornovo T. con partenza dalla stazione di Parma. Per maggiori informazioni circa gli orari: www.tep.pr.it oppure clicca qui

In treno: treno regionale per Fornovo T. (fermata di Ozzano T.). Il Museo dista circa 20 minuti a piedi dalla stazione. Per gli orari consultare il sito di Trenitalia

In taxi: per tariffe e disponibilità consultare il sito www.radiotaxiparma.com

In taxi dalla stazione di Fornovo T: tel. 338.7450799 oppure 0525 3281

DA MILANO O LA SPEZIA: uscita autostradale Fornovo Taro, direzione Parma. Dopo qualche chilometro, appena passato il paese di Riccò, sulla destra si trova il museo, di fronte al distributore Tamoil.

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