Visitare Parma e e i quartieri
Parma

Visitare Parma e i suoi quartieri: itinerario tra le botteghe storiche e gli edifici della splendida capitale europea-emiliana.

In questo articolo costruito minuziosamente, ti accompagno in un insolito itinerario, una piccola e spero utile guida per visitare Parma e i suoi quartieri inediti.

C’è  una Parma segreta che non si svela subito ma ti coinvolge appena imbocchi una delle vie del centro storico, facendoti meravigliare di quell’aspetto della città che non è solo antiche chiese, splendidi palazzi e immensi giardini.

Di seguito troverai anche tante curiosità legate ad antiche trattorie che ormai non ci sono più e brevi accenni di borghi e leggende che fanno di Parma una delle città più affascinanti dell’Emilia.

  • Una città che è tutta un borgo
  • Via degli antiquari, oggi Borgo delle Botteghe
  • Botteghe storiche di Parma
  • Il mito di Barilla

Una caratteristica saliente che balza subito all’occhio guardando una cartina di Parma è sicuramente la grande quantità di vie denominate borghi, tali nomenclature sono testimoni fedeli del passato e delle piccole comunità che anticamente abitavano questi luoghi.

Andiamo a vederne alcuni tra i più rappresentativi in questo articolo che vuole mettere in luce caratteristiche insolite della città di Parma.

Visitare Parma e i suoi quartieri: I borghi che raccontano una città che non c’è più…

Visitare Parma e i quartieri

Si perché dovete sapere che la fitta rete di borghi che anticamente andava a costituire la geografia della città prendeva spunto principalmente: dalle attività commerciali, dalle chiese presenti, dai caratteristici personaggi, dai cibi tipici e tanto altro.

Perdersi nel dedalo di viuzze e ritrovarsi ad un tratto in un borgo dal nome singolare quale “Borgo Pipa” o Felino che non è il gatto ma il nome di una famiglia che qui abitava, è un esperienza che consiglio vivamente.

Qui di seguito un elenco di alcune vie tra le più curiose e rinomate che vi faranno sorridere quando ci passerete.

Visitare Parma e i quartieri

Borgo Felino (ex borgo dei Mulini):

un borgo residenziale denominato Felino dal nome dell’antica famiglia che vi risiedeva intorno al 1400.

Ex Borgo dei Mulini perché nella lunga strada sembra che anticamente ci fossero delle macine, ma ancora più anticamente ai tempi di Maria Luigia, alcuni scavi nella zona vicina alla Chiesa di Sant’Ulderico fecero venire alla luce un antico anfiteatro romano, risalente al periodo compreso fra l’età di Cesare e quella di Augusto.

Borgo Pipa (ex borgo Spezieria):

la fantasia comune vede il borgo a forma di Pipa e da qui il suo nome, ma le origini di questo borgo anticamente legate al Monastero e alla Chiesa di San Giovanni hanno un significato ben più complesso e quasi magico.

Infatti qui aveva sede nel medioevo l’antica Farmacia di San Giovanni un regno di miracolosi speziali (da qui l’antico nome), ampliata nel XVI secolo e visitata ancora oggi da turisti e studiosi.

Borgo Cucine (Farmacia Reale):

ed ecco nei pressi della Pilotta un borgo che anticamente prendeva il nome di uno dei servizi di corte dei Farnese, qui aveva infatti sede la farmacia della corte ducale che si è trasformata in sede delle cucine farnesiane.

Il nome ha resistito alla chiusura delle cucine farnesiane e anche se non vi è nessun esercizio che svolga qui il compito di ristorazione, il nome è rimasto inalterato.

Borgo delle Colonne (ex Borgo del Colonna):

affascinante angolo della città a pochi passi dal Duomo che ha mantenuto integra la fisionomia architettonica, il caratteristico colonnato rende questo borgo uno dei più affascinanti della città.

Abitato anticamente dalla famiglia nobile dei Colonna, divenne nel 1500 borgo con una fama decisamente brutta e scandalosa.

Oggi soprattutto in estate il borgo si arricchisce di eventi culturali e musicali e la Chiesa sconsacrata di Santa Maria della Pace ospita un ricco programma di spettacoli teatrali.

Strada Cavour (ex Borgo Beccaj o Strada Santa Lucia):

Oggi via della shopping anticamente questa strada ricca di palazzi prestigiosi era chiamata borgo Beccaj perché vicino a Piazza Grande venivano macellate le carni, in dialetto la parola “beccaj” significa appunto macellaio.

Con l’ampliarsi della città e delle attività commerciali il Borgo Beccaj cambiò nome prendendo il nome della chiesa posta sul fondo della strada, la Chiesa di Santa Lucia.

Divenne ben presto il Salotto della città e dal 1882 fu intitolata a Camillo Benso Conte di Cavour.

Borgo Catena (ex Borgo Fregatetti):

Nell’Oltretorrente al di là della Parma esiste un Borgo dal nome emblematico che oggi prende il nome di Borgo Catena.

Anticamente chiamato Borgo Fregatetti per l’eccessiva vicinanza dei tetti delle case che quasi si toccavano nella strettissima via.

Mentre le origini del nome Borgo Catena sono da attribuire alla piena del fiume del 1553, dopo i disastri causati al Borgo a ridosso de la Parma, amministrazioni chiusero con una catena il lato della strada confinante con il torrente.

Se volete saperne di più di questa parte caretteristica della città vi rimando al mio articolo su l’Oltretorrente di Parma.

Termino il capitolo dei Borghi parlandovi di un Borgo che si collega al prossimo argomento perché incrocia la bella e riqualificata antica via degli antiquari, via Nazario Sauro.

Borgo Giacomo Tommasini (ex Borgo Chiodinella):

Visitare Parma e i suoi quartieri

Termino questa carrellata di borghi che sono solo alcuni dei tanti presenti a Parma, con questo borgo che anticamente era abitato dai nobili con i suoi Palazzi prestigiosi, alcuni dei quali ancora presenti come: Palazzo Tarasconi, Boselli, Gambara ecc…

Palazzo Gambara è anche chiamato “casa della Congiura”, tra le sue mura il Conte Francesco Sanvitale tramò contro Ranuccio Farnese con un sanguinoso epilogo nella vicina Piazza Grande e la decapitazione del Conte e di altri nobili convolti.

Borgo G.Tommasini è oggi una via ricca di esercizi commerciali intitolata a Giacomo Tommasini appunto, docente presso la prestigiosa Università di Parma.

Chiodinella invece era una delle vie che costituivano il borgo che va ad intersecarsi con la via protagonista del prossimo capitolo via Nazario Sauro, anche detta via degli antiquari.

 Visitare Parma e i suoi quartieri: Il Borgo delle Botteghe.

Ho scovato quasi per caso questa strada delle meraviglie lungo la quale ho avuto il piacere di ammirare le vetrine di alcuni negozi decisamente di nicchia, ricchi di libri, mobili, oggettistica, tessuti e chincaglieria vintage tutto ciò che di bello e originale si può immaginare estraneo alla grande distribuzione.

Ed è proprio in questa via che ho avuto la gioia di apprendere che nello scorso Settembre 2024 i negozianti unendo le forze e la passione, che come affermo sempre muove il mondo, con l’appoggio e la collaborazione della Confesercenti di Parma hanno dato vita a “ l’Associazione Borgo delle Botteghe”.

Diciotto attività unite con lo scopo di rivitalizzare un comparto commerciale fondamentale del centro storico, mantenendo viva e intatta la sua anima e la vivacità come luogo di incontro e di acquisto.

Visitare Parma e i quartieri

Passeggiando per la via con il naso all’insù, oltre che nelle fantastiche e originali vetrine, noterete che parte importante ha avuto anche la titolazione alla via costellata da eleganti stendardi rosso fuoco.

Ho avuto il piacere di parlare con la proprietaria di Credula Postero, Camilla, una splendida ed eccentrica donna che sembra provenire da un’altra epoca, con vestiario colorato e voluminoso e l’immancabile cappello.

Camilla insieme al padre antiquario anch’esso gestisce questo magico luogo in continuo divenire dove regna la poesia dell’antico e l’unicità dei pezzi scelti con cura.

Qui puoi trovare oggetti veramente incredibili un vero e proprio mondo e Camilla saprà guidarvi nella scelta raccontandovene la storia.

Ci vorrebbe un articolo per ognuno di questi negozi e mi riprometto di tornare prossimamente sull’argomento.

Credula Postero antichità per chi se lo fosse chiesto significa: “Fiduciosa nel futuro”. Il riferimento è ad un famosissimo verso di Orazio: Carpe diem, quam minimum credula postero”;

Questo “Antro delle Meraviglie” si trova in Via Nazario Sauro 16/A  ed è un luogo proiettato verso il futuro con ottimismo grazie alla bellezza e alla cultura del tempo passato su cui Camilla fonda la sua filosofia e il suo amore.

Oltre a Credula troverete librerie con testi ricercati, negozi di abbigliamento vintage, botteghe di prodotti tipici, arredamento moderno e d’epoca, dischi in vinile e cd e tutto quello che ci si può aspettare da uno shopping originale e curioso.

Se capitate il terzo sabato del mese oppure il consiglio è di farci appositamente un salto, la via si riempie di banchetti di espositori, ed eccoci ad ArteSauro.

Visitare Parma e i suoi quartieri: antiche trattorie e botteghe storiche.

Visitare Parma botteghe e quartieri

Tra le tante botteghe storiche esistenti a Parma, e badate bene che per storiche non intendo quelle con la targa di pregio rilasciata come riconoscimento agli oltre 50 anni di attività, ma alcune di quelle botteghe che hanno fatto la storia di Parma, se dico Barilla sicuramente mi spiego meglio.

Quando si parla di storia e di cultura di un luogo molto spesso si intende il cibo, dopotutto Parma è la città che nel mondo è riconosciuta come la capitale del Cibo.

E se trovandovi davanti al Duomo di Parma osservate il Proteo dell’Edificio sotto il suo arco raffiguranti le piccole incisioni di epoca medioevale vedrete personaggi che interpretano i segni zodiacali intenti a svolgere attività legate alla vita agricola.

Stesse rappresentazioni si possono notare all’interno del Battistero di Parma, nell’opera del ciclo dei mesi, meravigliosamente scolpita da Benedetto Antelami.

A Novembre per esempio si vede un uomo intento nell’uccisione del maiale e già da qui si percepisce che sin dal XIII sec. non solo si macellavano i maiali ma probabilmente era molto importante macellare questi animali per preparare le carni e i “salumi” che avrebbero garantito il sostentamento di un intero anno.

Visitare Parma figure allegoriche e quartieri

Anche i mesi di Giugno e Settembre sono rappresentativi per la mietitura del grano e per la vendemmia dell’uva.

Già questi tre elementi vanno a costituire la base dei prodotti più rappresentativi della cucina parmigiana ed emiliana: La farina, il vino e il suino.

Da ciò si capisce quali fossero le botteghe più rappresentative e importanti della città!

Da piazza Duomo addentrandoci nel borgo del Parmigianino incontriamo una delle salumerie più storiche di Parma  la Bottega di Stanislao Gonizzi che però ad oggi è sede di un Partito politico.

Nata nel 1907 aveva mantenuto la conformazione classica delle botteghe del medioevo con i banchi di marmo lunghi che davano sulla strada esibendo le carni.

Gonizzi fu il precursore dei paninari, grazie alla somministrazione di panini imbottiti con i suoi salumi che vennero ben presto anche esportati all’estero.

Nei salumifici parmigiani è importante dire che oltre ai prosciutti, alle coppe e ai culatelli si trovava anche il Parmigiano e la Conserva di pomodoro.

Parmigiano Reggiano, salumi e conserva non sono a loro volta le uniche specialità di questa città capitale del gusto…

Spostandoci in piazza Garibaldi accanto alla Chiesa di San Pietro dove ora c’è un bar nel 1879 vi era una cioccolateria che divenne una delle principali ditte parmigiane: la Cioccolateria Banchini, fondata da Gian Battista Banchini.

Una vera e propria fabbrica del cioccolato che nel 1908 venne premiata con un riconoscimento internazionale portando l’imprenditore in Francia.

Successivamente guerra e bombardamenti danneggiarono la fabbrica che resistette fino al 1969 per poi chiudere definitivamente i battenti.

Ma la storia non finisce qui…nel 2012 Giacomo e il fratello Alberto, nipoti di Gian Battista, curiosando tra i cimeli di famiglia ritrovano una scatola degli anni ’20 lasciata dalla nonna paterna, la scatola manco a dirlo è l’originale confezione di cioccolatini Banchini.

Oggi visitando Parma potete regalarvi tante ghiotte dolcezze andando a trovare i fratelli Banchini e i loro prodotti tratti dai vecchi ricettari di famiglia.

Due sono i punti vendita produttori anche di gelato, li trovate in via la Spezia 121 e in Borgo XX Marzo, 17 a Parma, maggiori info al link.

Concludo questo capitolo che potrebbe essere infinito per parlarvi di una storica trattoria nella quale non ho mai mangiato, ma che mi riprometto di provare, sto parlando della Filoma.

Non lontano da uno dei negozi Banchini, in Borgo XX Marzo al civico 15 vi è un palazzo del 1600 che già prima degli anni del ‘900 ospitava un’Osteria, la Filoma.

Il locale deve il suo nome alla donna che ha rappresentato una colonna della cucina parmigiana, in grado di trasformare i semplici piatti della tradizione in piccole opere d’arte, Filomena Preti anche detta Filoma.

Nel 1915 Filomena prese in mano l’osteria di via XX Marzo assieme al marito e vi rimase fino al 1951, quando l’attività passò in mano a Sergio Ravazzoni, già cameriere presso il ristorante.

Con una gestione famigliare tutta al femminile dicono conquistasse i suoi clienti con esuberanza e simpatia.

Oggi il ristorante è gestito da Antonella Menotti, ex cantante lirica che ripropone i gusti e i profumi della migliore tradizione parmigiana, con stile signorile e raffinato come l’ambiente che ospita e coccola chi vi si addentra.

Barilla il pastificio più famoso al mondo!

La storia di questa grande realtà conosciuta a livello mondiale, il marchio di pasta più famoso in assoluto che dal 1877 continua a produrre,  ma agli esordi era un forno, il marchio prende il nome di colui che creò questa grande realtà.

Fù Pietro Barilla ad avviare l’attività di fornaio in Strada Vittorio Emanuele II, ma solo nel 1898 entrò nel negozio “un piccolo torchietto in legno per fabbricare la pasta e venderla”

La novità eccezionale è che oggi si può visitare il piccolo spazio, prima bottega aperta da Pietro, che produceva pane ed aveva un piccolo forno annesso, in via della Repubblica n.88 ex via Vittorio Emanuele II.

E’ datato 1910 il primo marchio aziendale firmato dallo scultore Emilio Trombara, un ragazzo che rompe un uovo gigante in una grande madia di legno.

All’interno del piccolo negozio viene narrata attraverso video e cooking show la storia della famiglia e dei due massimi esponenti che hanno portato successo e notorietà al marchio, Pietro Senior e Riccardo Barilla il figlio.

Oltre la fontana che vediamo verso l’attuale Barilla Center vi era una barriera che delimitava la fine del centro della città.

Proprio qui i Barilla decisero di espandersi costruendo il loro primo pastificio, un enorme stabilimento costituito da macchinari di tecnologia avanzata che producevano pane e pasta ininterrottamente.

Di fronte ad esso ancora presente la bellissima villa liberty, dimora dei Barilla.

Invece tra i negozi di maggior importanza anche in fatto di bellezza architettonica, si può ancora notare in via Cavour segnalato da una pensilina in stile liberty, che oggi accoglie la sede di una banca, quella che era la succursale n.2 della Barilla.

Al civico 21 di via Cavour nel 1929 aprì i battenti un negozio che rappresentò per anni un esempio di lusso, un gioiello architettonico con ricche decorazioni pittoriche, banconi in legno intarsiato e vasi di cristallo contenenti pasta che vide il suo declino alla fine della seconda guerra mondiale.

In questi anni Riccardo Barilla è costretto a vendere le succursali per far fronte alle necessità economiche e alla crisi dovuta dalla guerra.

Nel 1969 a Pedrignano di Parma nasce il  più grande pastificio del mondo, 120 metri di linee produttive, 1.000 tonnellate di pasta al giorno.

Nel 1971 i fratelli Pietro e Gianni Barilla sono costretti a vendere l’azienda alla multinazionale americana W.R. Grace. 

Pietro Barilla non si ferma, nel 1975 il lanciodel Mulino Bianco, la linea di biscotti, sostituti del pane e merende di Barilla, che anticipa i tempi mettendo in scena il bisogno del ritorno alla natura e alle cose buone e genuine.

Nel 1979 l’azienda Barilla viene riacquisita dalla famiglia grazie ad un’offerta da parte di Pietro.

L’azienda che nel 2017 ha compiuto 140 anni rappresenta un modo unico e tutto emiliano di fare impresa!

La storia della pasta Barilla richiede sicuramente un articolo a parte, ma intanto potete avere un infarinatura e se vi trovate in visita a Parma, visitare la bottega sopra citata.

Spero che questo viaggio tra antiche botteghe, quartieri con il nome di borghi e grandi nomi dell’industria vi sia piaciuto.

Scrivetemi cosa ne pensate nei commenti, sono presente anche sui social con tanti video e tante altre storie tutte emiliane, vi aspetto su instagram e facebook.

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