coperta Zabaione crema dolce
progetti

Zabaione crema dolce nata a Reggio Emilia

Per questo quarto appuntamento di viaggi.cibo.Emilia ho scelto una ricetta dolce semplice ed energica, che in previsione della Pasqua alle porte e nel periodo difficile che stiamo vivendo,  può dare un po’ di carica per affrontare meglio le giornate: lo Zabaione!

Io stessa da bambina lo mangiavo sempre al pomeriggio, era la merenda di rinforzo che mia madre preparava a me e a mio fratello.

Sono legata ad esso anche da questo sentimento nostalgico, che mi riporta ai movimenti vigorosi di mia madre che con il solo cucchiaio sbatteva uova e zucchero nella scodella e non si fermava fino a quando il composto non otteneva una consistenza cremosa, “buonissimo”!

zabaione crema dolce

Come lei anche molte nonne tuttora lo producono per i propri nipotini, chiaramente senza l’aggiunta del liquore, ingrediente importante nella crema originale!

Immaginatevi la mia sorpresa quando andando a ricercare le origini di questa ghiotta crema dolce, ho scoperto che è nata proprio a Scandiano in provincia di Reggio Emilia, quasi per caso grazie ad un gruppo di soldati francesi, accampati nelle nostre terre tanti e tanti anni fa.

Origini dello zabaione crema dolce che sfamò un intero esercito

Nel 1500 circa, un battaglione di soldati francesi comandati dal capitano di ventura Giovan Paolo Baglione, si accampò proprio qui a Scandiano in provincia di Reggio Emilia.

Il generale ordinò ai soldati stremati dalla fatica ed affamati, di andare a chiedere qualcosa da mangiare ai contadini della zona prima di accamparsi per la notte.

I soldati tornarono al campo con uova, zucchero e vino bianco, un misero bottino che però fece nascere una delle creme più gustose della pasticceria Italiana.

Il generale ordinò di mettere gli ingredienti in un pentolino sul fuoco ed è proprio da lì che nacque la “sup di Zvàn Bojòun”  anche detta  zuppa  di Giovan Baglione,  che nel tempo divenne  Zabaglione, sostanziosa ed energica crema che sfamò un intero esercito.

Zabaione

La primissima annotazione della ricetta risalirebbe al 1471 e arriverebbe da Napoli, secondo competenti testimonianze, lo zabaione sarebbe nato alla corte del Duca di Savoia  Carlo Emanuele I.

La verità è che sono in molti in Italia a rivendicare la paternità di questa crema giallognola dalla straordinaria dolcezza, anche Torino e Venezia hanno per esempio le loro storie o leggende legate alla nascita dello Zabaione.

Forse non sapremo mai le origini vere di questa crema utilizzata da anni come ricostituente e che ha svariati impieghi in pasticceria.

Ottima mangiata calda, come rimedio durante l’inverno tant’è che in montagna spesso si consuma nelle baite il “bombardino”: io lo adoro!

Talmente versatile da poter essere consumata  fredda d’estate, è sconsigliato però abusarne.

Quello che è certo che i suoi utilizzi in pasticceria sono molteplici ed esiste in diverse versioni, inoltre ha dato origine anche a diverse versioni di liquori in Italia come il VOV e lo ZABOV, consiglio di provare a farlo in casa, di seguito vi fornisco la miglior ricetta da me trovata.

Ricetta Classica semplice dello zabaione

Il metodo classico considerato il migliore per fare un ottimo Zabaione è quello di cuocere  e montare i gialli d’uovo a bagnomaria.

Ingredienti  per 4 persone

4 tuorli d’uovo freschi

80 gr di zucchero

80 ml di Marsala o vino liquoroso

Preparazione:

In una ciotola dividiamo i tuorli d’uovo dall’albume e li sbattiamo insieme allo zucchero con una frusta.

Versiamo poi il composto in un tegamino opportunamente messo all’interno di un tegame più grande contenente acqua calda max 80°C, in modo da effettuare la classica cottura a bagnomaria.

Importante la temperatura dell’acqua perché oltre gli 85° l’uovo si cuoce.

Utilizziamo metà guscio d’uovo tenuto da parte per versarvi il marsala o il vino bianco liquoroso a seconda di quello che si ha, riempiendo tanti gusci d’uovo quante sono le uova utilizzate per la crema

 Montiamo il tutto con la frusta sino ad ottenere un composto cremoso che dovrà però mantenere una certa fluidità.

Consiglio di decorare la crema quando sarà diventata tiepida, con frutti di bosco, in quanto il dolce dello zabaione con l’acidulo della frutta crea un’unione sublime.

zabaione crema dolce con frutta

Oppure si può guarnire la coppa con qualche pezzetto di cioccolato, per rimanere in tema pasquale.

Migliore pasticceria a Scandiano nella quale trovare dolci allo zabaione

Se vi trovate dalle parti di Scandiano piccola e graziosa cittadina da me descritta nell’articolo della scorsa settimana che trovate qui, allora vi consiglio di andare ad acquistare alcune fette di millefoglie alla crema zabaione della Pasticceria Pigoni Stefano.

Questa Pasticceria presente a Scandiano dal 1955 è una tra le migliori e più antiche del paese, che merita assolutamente un articolo individuale, grazie all’alta qualità e genuinità dei suoi prodotti.

La pasticceria produce ancora torte e dolci dell’antica tradizione scandianese tra i quali la millefoglie appunto con crema chantilly e zabaione.

La Pasticceria Pigoni Stefano si trova in via Guttuso,  n.1/a Scandiano (RE)

Tel. 0522 854371

Spero che questo mio articolo vi sia piaciuto, continuate a seguirmi, tante altre novità vi aspettano  anche grazie alle mie compagne di avventura del progetto viaggi.cibo.Emilia, e se non conoscete ancora il progetto e le sue protagoniste potete andare all’articolo dedicato.

Vediamo cosa ci farà assaggiare oggi Giulia, quale  piatto tipico di Bologna avrà in serbo per noi.

Giulia in questo appuntamento con il gusto, ci farà conoscere la zuppa imperiale tipica di Bologna di origini austriache, una zuppa gustosissima che scalderà le gelide notte d’inverno.

Alcune famiglie bolognesi, con nonna in casa la cucinano ancora, ma sono ormai rare, la ricetta e maggiori info ve le faccio raccontare direttamente da Giulia nel suo blog.

Se volete fare un tuffo nelle terre verdiane ecco arrivare Alice che riesce sempre a scovare qualche luogo e  bontà insolita per stupirci.

Ma lo sapevate che il Maestro Giuseppe Verdi nato proprio in provincia di Parma, a Roncole per la precisione,  era un grande buongustaio della cucina parmense e piacentina?

Se siete curiosi di sapere uno dei piatti che lui amava e che ha preso addirittura il suo nome allora andate a leggere l’articolo di Alice e del suo risotto alla Giuseppe Verdi.

Da Parma ci dirigiamo verso Modena, nelle belle montagne dove un tempo le comunità rurali si nutrivano con piatti semplici a base di acqua, farina, sale e un pizzico di strutto, perché si sa che da noi in Emilia il maiale regna sovrano.

A raccontarci la storia, la ricetta e dove mangiare un ottimo borlengo che addirittura ha origini medioevali,  è Iole

che ci delizierà anche con i consigli su cosa visitare a Guiglia, e ci parlerà del castello che ha sede nel paese dov’è nata questa specialità che io adoro, correte a leggere l’articolo.

Il nostro viaggio tra i sapori emiliani termina qui.

Chiedo come sempre a voi un aiuto nel segnalarci i luoghi o i piatti che conoscete della nostra cultura emiliana,  taggandoci con #viaggiciboemilia.

In questo modo potremmo continuare a condividere anche grazie al vostro contributo, cose sempre più local e stimolanti di questa regione che ha ancora tanto da scoprire.

Arrivederci  ad  Aprile con un doppio appuntamento, e se il DPCM ce l’ho permetterà ci sarà anche una speriamo gradita sorpresa per voi!

Se l’articolo vi è piaciuto e me lo volete scrivere nei commenti, vi leggo sempre volentieri!

Seguimi

8 commenti

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *