l'ibreria storica d'italia
Reggio Emilia

Librerie storiche d’Italia: alla scoperta della “Libreria del Teatro” di Reggio Emilia.

Lo sapevate che in Italia le librerie storiche sono in totale quaranta? tra queste ce n’è una piccola e particolarissima da vedere assolutamente, si trova proprio nella mia città, Reggio Emilia.

Una libreria collocata in pieno centro storico, che fa parte dell’antico tessuto della città, un luogo magico che odora di carta fresca di stampa mista a libri vecchi e a edizioni autografate impilati gli uni sugli altri, o stipati negli alti scaffali ricchi dei colori della cultura.

Insieme ai suoi libri voglio raccontarvi brevemente la storia di colui che nel 1960 è diventato proprietario di questo piccolo gioiello, il signor Nino Nasi, appassionato bottegaio e amante viscerale della lettura, che ha istruito e consigliato tante generazioni di giovani reggiani, tuttora clienti della “Libreria del Teatro”.

libreria storica teatro

Addirittura alcuni di loro sono diventati scrittori affermati, Pier Vittorio Tondelli è uno di questi.

Nino correggeva le bozze di Tondelli quando ancora il ragazzo era studente e lo spronava a scrivere, aveva visto subito in lui quello che sarebbe diventato, inoltre convinse Feltrinelli a pubblicare il suo libro “Altri libertini”.

Oggi è la figlia di Nino, Patrizia, a continuare il lavoro del padre, in un contesto commerciale che purtroppo non è più quello di un tempo, perché oggi i libri si comprano prevalentemente on-line, chi è piccolo e disorganizzato per vendere su internet rischia veramente di chiudere.

alle spalle di Patrizia ecco che sbuca Nino

La libreria storica e il suo storico libraio “fuori dal comune”

C’è una via del centro di Reggio che dalla via Emilia porta verso il Teatro Municipale Valli, nella quale è nata nel lontano 1859 una piccola bottega storica, ricca di un fascino senza tempo e rimasta invariata nel corso degli anni.

libreria storica Reggio Emilia

Un tempio fatto di cultura, nel quale i libri impilati gli uni sugli altri, occupano più spazio di quello che c’è.

Appena varchi la soglia della piccola bottega sei avvolto da volumi sistemati alla rinfusa, sugli scaffali e sopra al bancone dietro al quale anni fa compariva Nino per consigliarti qualche lettura interessante, perché lui, mi dice commossa Patrizia, in mezzo a quel disordine trovava sempre quello che cercava.

Il pavimento di legno consunto sotto ai nostri piedi scricchiola, il  minuscolo retrobottega buio e inaccessibile come una gola è pieno zeppo di carta, non c’è né riscaldamento né acqua.

Rimarrei al suo interno ore e ore a consultare libri e a lasciarmi sorprendere da tutti quei volumi che nelle librerie tradizionali non trovi.

Ma facciamo qualche passo indietro…

La libreria del teatro dal 1926 si chiamava “Nironi e  Prandi” dal nome dei proprietari; nel giugno del 1960 Italo Nasi detto Nino l’acquistò insieme al garzone della libreria Celestino Magnani, con la promessa di portare avanti il lavoro di tradizione culturale della vecchia gestione.

libreria 3torica 1926

Attività che Nino, che sin da bambino desiderava fare il libraio, continuò a fare da solo però, in quanto Magnani dopo qualche anno se ne andò.

La Libreria del Teatro aprì i battenti il 1 luglio e il 7 luglio li richiuse a causa della “strage di Reggio Emilia” nella quale durante una manifestazione sindacale, cinque giovani manifestanti persero la vita per mano delle forze dell’ordine.

Dopo i drammatici fatti del 7 luglio, la libreria riaprì e negli anni divenne il punto di riferimento di molti anarchici, un luogo aperto senza nessuna connotazione politica, nel quale Comunisti e Socialisti si fermavano per parlare ore e ore di politica tra di loro e insieme al libraio.

Negli anni della Resistenza gli stretti scaffali e i libri nascondevano armi e messaggi dei Partigiani che chiamavano la libreria “Farmacia”.

Nino ebbe la grande capacità di assecondare i movimenti culturali e le sue esigenze, portando a Reggio Emilia persino la Beat generation, con scrittori come Jack Kerouac, che qui nessuno conosceva mi dice la figlia Patrizia.

Era un libraio che non aveva studiato ma aveva letto tutto, a riprova come sottolineo spesso che la passione nel fare le cose fa veramente la differenza.

Tra i suoi libri preferiti c’era sicuramente “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint Exupéry, un libro secondo Nino che tutti dovrebbero leggere e rileggere almeno una volta l’anno, lo aveva in svariate lingue e versioni.

Collezionava e portava a casa dai suoi viaggi anche i quadri votivi (quadri che raffigurano persone che chiedono o ricevono una grazia), la libreria ne mostra una numerosa esposizione nella parte più alta del muro vicino al soffitto.

quadri votivi che venivano messi nelle chiese in segno di ringraziamento
per una grazia ricevuta.

La rara competenza libraria di questo personaggio istrionico, l’apertura mentale, la scelta di volumi culturalmente di nicchia, di libri antichi e di edizioni minori, le riviste di ogni fazione politica, hanno negli anni d’oro della libreria attirato clienti non solo di Reggio Emilia.

Molti dei quali ordinavano i libri per telefono, come si fa ancora oggi, e poi passavano a ritirarli, tra i tanti vi era anche qualche avventore sgradito che cercava il pezzo raro per poi rivenderlo al doppio nelle grandi città.

Patrizia mi dice anche che il padre non voleva solo vendere libri ma creare cultura, “era scorbutico e generoso, prestava libri e soldi annotando i debiti su foglietti di carta infilzati al chiodo, ancora oggi presente dove lui l’ha lasciato, diceva sempre che aveva due figli, me e la libreria”.

Difficilmente troverete un altro libraio appassionato come Nino, che ne pensate?

Il fascino della Libreria del Teatro tra l’altro non ha eguali al mondo, Nino convinto di questo e del fatto che la bottega non dovesse per nessun motivo cambiare aspetto ha combattuto per molti anni una battaglia con i proprietari delle mura del palazzo stesso nel quale è collocata, per fare diventare il piccolo gioiello “Bottega storica”.

Battaglia vinta nel 1985, anno nel quale la libreria del teatro venne iscritta al registro ufficiale delle “Botteghe storiche”, anche in virtù di tutte le personalità di rilievo che negli anni l’hanno frequentata.

Per citarne alcuni: il poeta Corrado Costa, il pittore Antonio Ligabue, lo scrittore di Correggio Pier Vittorio Tondelli, l’autore di Lolita Vladimir Nabokov, e poi Palmiro Togliatti, Alberto Moravia, Eugen Dollmann, Nilde Iotti, Marco Pannella, e l’attore Ugo Tognazzi per non parlare di Spadolini.

foto che ritrae Tondelli e Corrado Costa

Nino Nasi ci ha lasciato nel 2016, e con lui se n’è andato un grande veicolo di cultura e di brillantezza intellettuale.

E’ visibile la sua foto dietro al bancone ma non solo, sicuramente l’anima di questo fantastico libraio è rimasta nella sua cara e vecchia libreria.

Patrizia solo rare volte era stata presente dietro il bancone con il padre, mi dice che ha dovuto premunirsi di tanto coraggio e incoscienza per continuare l’attività, ma non riuscirà mai ad eguagliarlo in quanto cultura e conoscenza letteraria.

Ad oggi la Libreria del Teatro e Patrizia combattono contro lo scarso guadagno, le spese d’affitto e di gestione, che obbligano la donna a fare due lavori per tenere in piedi questa splendida realtà che rischia di chiudere.

Vi esorto ad andare ad acquistare in libreria, perdervi tra i volumi, scambiare quattro chiacchiere con Patrizia, chiedere consigli di lettura, annusare l’odore della carta, non è paragonabile certo al freddo e sistematico acquisto on-line.

Le librerie storiche in Italia stanno scomparendo come mi fa notare Patrizia…facciamo in modo che questo non accada!

A volte può capitare di assistere anche a qualche interessante presentazione di scrittori affezionati alla libreria e a quello che culturalmente ha sempre rappresentato.

Ringrazio Annamaria Fontana che ha scritto un bellissimo trattato sulla storia della Libreria del Teatro e su Nino, dalla quale anche io ho preso spunto per scrivere questo mio articolo.

Consigli di lettura al femminile

In questo periodo di chiusura, è sempre bello aprire la nostra mente leggendo un buon libro tanto più se questo libro parla di donne o è scritto da donne.

Infatti ho chiesto a Patrizia di consigliarci alcuni libri da leggere in occasione della “Festa della Donna”, mi sono recata alla Libreria del Teatro e io stessa non sono riuscita a uscirvi a mani vuote.

I libri da non perdere sono:

Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés: successo planetario che ha cambiato la vita di molte persone, aiuta il lettore a scoprire chi è veramente, a liberarsi dalle catene di un’esistenza non conforme ai bisogni più autentici e a «correre» con il proprio Sé.

Come un respiro di Ferzan Ozpetek: il terzo libro del regista che sotto forma di thriller sentimentale ci porta con salti temporali tra passato e futuro, tra Roma e Instambul, all’interno della storia di due sorelle e della loro separazione.

La canzone di Achille di Madeline Miller: Un romanzo che parla di amore e di come si dovrebbe amare, un romanzo “bollente” che sta avendo grande successo e tratta di una storia di omosessualità, scritta da una donna, tra due uomini nell’antica Grecia.

Il Treno dei Bambini di Viola Ardone: libro che ha riscosso grande successo, tradotto in 25 lingue, narra la storia di Amerigo un bambino orfano del Meridione strappato dalla fame e portato al Nord grazie al Partito Comunista.

La sua sorte è comune a quella di molti altri bambini del Sud nel secondo dopoguerra.

Un’amicizia di Sara Avallone: Silvia ci accompagna in questo romanzo potente e liberatorio, invitandoci a riflettere sul nostro presente e a domandarci: ”La vita ha davvero bisogno di essere raccontata per esistere?”

Donne dell’anima mia di Isabel Allende: con leggerezza e ironia, Isabel Allende rievoca momenti del passato e indugia sul presente per raccontarci le ragioni del suo femminismo.

Cambiare l’acqua ai fiori di Valerie Pérrin: tra i più venduti quest’anno, struggente romanzo di amore e morte, un libro che porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi.

L’8 tutti i giorni di Sara Cardin, Liliana Cavani, Jaia Pasquini, Maria Chiara Risoldi: libricino molto simpatico che narra la storia del perché è stata istituita la festa dell’8 Marzo e le sue origini.

Tra le autrici reggiane invece sono da citare:
libri dell’autrice reggiana Paola Ranzani

Il troncarami a battuta curva e altri attrezzi di Paola Ranzani: La storia di un ragazzo Alan, alle prese con le prime scoperte e delusioni sul sesso durante un’estate passata nell’Appennino Reggiano.

Ambokala di Enrica Salsi: l’autrice reggiana racconta le storie di persone ricoverate in un ospedale psichiatrico del Madagascar, e dei suoi dieci anni vissuti “là dove crescono le patate dolci”.

Ringrazio Patrizia ed esco dalla libreria con il mio bottino costituito da tre libri…

Un timido raggio di sole fa capolino sulla porta e Patrizia mi racconta l’ultimo aneddoto di Nino: “per mio padre l’inizio della primavera non era un giorno segnato sul calendario, ma coincideva con il primo raggio di sole dell’anno che entrava nella libreria.”

Patrizia mi confida anche che a breve uscirà un libro proprio sulla storia della libreria e del suo libraio!

Pensate che ci stanno lavorando addirittura da due anni…tranquilli verrete informati…

La Libreria del Teatro si trova in via Francesco Crispi, 6 a Reggio Emilia

Tel: 0522 438865

Seguite la pagina Facebook della libreria per rimanere aggiornati.

Spero che questo articolo vi sia piaciuto e vi faccia almeno un po’ riflettere sull’importanza dell’acquistare i libri in libreria.

Se conoscete altre librerie storiche d’italia, scrivetemelo nei commenti, li leggo sempre volentieri.

Per info su altri luoghi curiosi a Reggio Emilia invece potete leggere il mio articolo qui

Seguitemi su Instagram, per trovare spezzoni di video della Libreria del Teatro nelle stories in evidenza…

Alle mie lettrici auguro buona Festa Internazionale della Donna!

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