Coperta Bologna Insolita
Bologna,  progetti

Tour nella Bologna insolita e nascosta: due giorni alla scoperta della città delle acque.

Nel weekend del 21-22 Ottobre ho partecipato al Blog tour Bologna si fa in 20, organizzato da Libera di liberamente traveller,  per festeggiare i suoi 20 anni di permanenza nella città turrita ho avuto così l’occasione di scoprire una Bologna insolita e nascosta.

Ho vissuto insieme ad altre simpatiche blogger, tra le quali le colleghe Chiara e Iole di Viaggi.Cibo.Emilia, due memorabili giorni all’insegna delle tante esperienze organizzate da Libera, per farci conoscere lo stretto legame che Bologna aveva con l’acqua.

Tanti gli enti e le Associazioni che ci hanno guidato in questa bella esperienza tra i quali: Succede Solo a Bologna, Canali di Bologna, Terme di Porretta, che io ringrazio per averci raccontato con passione un aspetto così interessante e insolito della città turrita.

Un ringraziamento speciale va anche alle Travel blogger italiane e alla carissima Michela Vita di Bologna in un click.

Il ricordo glorioso di una città dell’entroterra emiliano tanto simile a Venezia, con una forte economia basata sul commercio della seta è stato per lungo tempo sotterrato, come sono stati sotterrati i suoi ponti e i tanti canali che l’attraversavano.

Una città Bologna che ha saputo trasformarsi e diventare una delle prime potenze a livello europeo nella lavorazione e nel commercio della seta, che non aveva l’acqua ma ha deviato il corso di un fiume e di un torrente per portarla all’interno delle sue mura.

Il Blog Tour è stato un’occasione speciale anche per conoscere il paese di Porretta con le sue storiche terme, distante da Bologna 60 km, immerso in Appennino bolognese vicino al confine toscano.

Tre le fantastiche esperienze tra Bologna centro e Porretta, accompagnate da buon cibo, ottima compagnia, condivisione e un salutare pernotto nelle strutture che hanno ospitato alcune di noi.

Pronti a venire con me nel sottosuolo della città? e come spesso recita Libera “Ne vedrete delle belle!”

Bagni di Mario Bologna Insolita

Bologna insolita e nascosta, visita alla “Conserva di Valverde”

Alcune delle opere idriche più importanti di Bologna si trovano nel sottosuolo, utili sia per scopi economici che per la sussistenza e l’igiene pubblica dei suoi abitanti.

La Conserva di Valverde anche conosciuta come “Bagni di Mario” è il primo grande manufatto costruito nel 500 e situato a pochi km dal centro, che oltre a fornire di acqua potabile la città, alimentava varie fontane tra le quali la ben nota fontana di Nettuno e la Fontana vecchia.

Sia la Conserva che la fontana furono progettate dall’architetto palermitano Tommaso Laureti, commissionate entrambe dalla chiesa che all’epoca governava la città.

E come il Dio Nettuno che governava i mari, chiamato affettuosamente “Gigante” dai bolognesi, anche colui che lo fece realizzare, Papa Pio IV comandava la città di Bologna.

Tornando alla Cisterna di Valverde è stato incredibile scendere nel sottosuolo e trovarsi dinnanzi ad un grande vano di forma ottagonale di incredibile fascino, con al centro un pozzo.

Il toponimo Bagni di Mario nasce dall’ipotesi errata che il complesso fosse un antico centro termale romano realizzato dal console Caio Mario.

Il perimetro del vano ospita otto vasche di raccolta e depurazione delle acque provenienti dai condotti di raccolta filtrata dal terreno spugnoso del colle dell’Osservanza.

I condotti sono 4 in totale e appaiono come veri e propri tunnel ad oggi percorribili, due sono le particolarità che si trovano al loro interno:

  • In uno dei tunnel è possibile vedere un camino di aerazione completamente coperto da incrostazioni calcaree dall’incredibile effetto brillante.
  • Scendendo alcuni gradini dal vano ottagonale centrale si entra in un secondo piccolo ambiente di forma anch’essa ottagonale, che ospita la cisternetta, all’ interno della quale le acque subivano un ulteriore depurazione prima di raggiungere il livello inferiore.
Cisternetta Bologna insolita

Da tale livello, le acque arrivavano alla Chiesa di Santa Maria Annunziata per poi unirsi con quelle della fonte Remonda e arrivare tramite un sistema di tubature di 2 chilometri alla città e alle fontane.

Un’altra particolarità del grande vano ottagonale al piano superiore è la presenza di tre nicchie sulle pareti frontali:

una grande con motivi di conchiglie e quella che sembra essere la sagoma di un nettuno, due più piccole laterali raffiguranti presumibilmente due sirene.

Sopra le tre nicchie più evidenti sono le sagome di due leoni rampanti con al centro un blasone.

La Cisterna caduta in disuso nel 1881 è stata restaurata grazie all’associazione no profit, Succede solo a Bologna e aperta al pubblico nel 2017.

Suddetta Associazione il cui scopo è quello di promuovere le bellezze storiche, artistiche, architettoniche e culturali di Bologna, oltre ad organizzare visite guidate a offerta libera, mette a disposizione il pregevole manufatto per eventi di natura culturale.

Abbiamo piacevolmente ascoltato il racconto di questa opera idraulica che non ha nulla da invidiare ad altri monumenti della città, fatto da una delle bravissime guide di Succede solo a Bologna.

La visita alla Cisterna avviene obbligatoriamente con una guida dell’associazione ed è a offerta libera.

Ho avuto inoltre modo di partecipare ad un’altra interessante visita guidata offertami da questa associazione in passato, riguardava i set cinematografici bolognesi.

Come raggiungere la Cisterna di Valverde:

La cisterna è raggiungibile con la macchina e si trova in via Bagni di Mario al civico 10, non è consigliabile questa opzione perché la zona non ha molti parcheggi disponibili, oppure è possibile e consigliabile prendere il tram n. 29 in diversi punti della città.

Bologna insolita e nascosta, tour notturno al Canale di Reno.

Dopo aver abbondantemente mangiato e brindato all’Osteria del Sole, locale tra i più storici di Bologna, vero e proprio punto di riferimento per i bolognesi, ci siamo avviati verso il tratto di canale delle Moline per compiere quella che a mio parere è stata l’esperienza più emozionante in assoluto…

Scesi lungo via Augusto Righi, ci siamo infilati caschetti con torcia frontale e stivali e a piedi abbiamo camminato lungo quel tratto di Canale di Reno ancora scoperto, a testimonianza del grande passato economico di Bologna, che solitamente si ammira dalla finestrella di via Piella ricoperto d’acqua.

canale delle Moline Bologna Insolita

Questa esperienza accompagnata alla narrazione della storia di una Bologna ricca di corsi d’acqua, è stata possibile grazie all’ospitalità ricevuta dall’associazione Canali di Bologna, che lavora incessantemente alla manutenzione dei canali e dei condotti della città.

ponte coperto Bologna Insolita

Camminare lungo il tratto di canale chiamato appunto delle Moline per la presenza nel XII secolo di salti d’acqua che mettevano in funzione ben 15 Mulini per la macinatura dei cereali è stato entusiasmante.

Nel buio tra l’altro si poteva avere quasi la percezione di essere all’interno di una città sotterranea, questo angolo di città, nei pressi di via Oberdan è oggi famoso come la piccola Venezia ed è uno degli scorci sui canali più bello che non è stato tombato, insieme alla chiusa di via della Grada.

Tanti i racconti anche legati alla produzione e alla lavorazione della seta, che aveva portato Bologna ad essere il centro tessile più importante d’Italia, anche grazie all’utilizzo di un particolare mulino detto di Bologna ma importato da una famiglia lucchese emigrata nella città emiliana.

Questo marchingenio era presente nelle cantine degli opifici e per farlo funzionare bastava un quantitativo d’acqua inferiore a quello dei mulini per cereali, tale metodo era tenuto segreto e chi avesse osato rivelarlo, anche solo ai vicini di casa modenesi, rischiava la pena di morte.

Nel 1500 quasi metà della popolazione bolognese si guadagnava il pane con la lavorazione della seta!

Il trasporto poi avveniva grazie allo sbocco sul fiume Reno, collegato al canale di Reno per mezzo delle chiuse e permetteva alle barche di arrivare al Po e continuare il loro viaggio verso Ferrara.

Una storia molto simpatica è stata citata durante la nostra passeggiata notturna insolita, ed è stata quella legata alla zuppa di fagioli che le lavandaie cucinavano per la famiglia, sembra che utilizzando l’acqua del canale la zuppa acquistasse sapore…

Te lo credo!

Per riuscire a compiere affascinanti visite non solo legate ai canali ma anche alle chiuse e all’antico porto della città ( Il Porto del Cavaticcio ) consiglio di visitare il sito dell’Associazione Canali di Bologna.

A fine giornata io e la mia compagna di stanza ci siamo godute un tranquillo e rigenerante sonno nel Bed and Breakfast molto carino e con una padrona di casa eccezionalmente gentile di nome Paola, situato a pochi km dal centro.

da sinistra Paola(Titolare del Bed and Breakfast) , io e Claudia

La particolarità di questo alloggio sta nella presenza di opere di arte contemporanea dipinte dal compagno di Paola, su Instagram lo trovate come @al_to, inoltre la vista su di un grande parco, la pulizia e gli arredi moderni me lo fanno decisamente consigliare come struttura.

La camera è dotata di tanti comfort, quali: Tv, aria condizionata, e frigo bar.

Un grazie di cuore ad Alto Gallery home per averci ospitate e coccolate.

Ci attende un ultimo ed interessante tour a Porretta Terme.

Bologna insolita e nascosta, visita alle antiche e prestigiose terme di Porretta immerse nei boschi dell’Appennino bolognese.

Di buon ora siamo partite per Porretta, ridente paesino situato in Appennino Tosco emiliano nell’alta valle del fiume Reno.

Abbiamo preso il treno a Bologna e tramite la linea ferroviaria porrettana siamo giunte in 1 ora e 20 circa a destinazione, il viaggio ci ha dato modo di ammirare dal finestrino i boschi che iniziavano a tingersi dei caldi colori dell’autunno.

Al nostro arrivo ci attendeva la visita guidata alle antiche Terme di Porretta e alla galleria ottocentesca, scavata nella roccia, ricca dei minerali che hanno reso speciali le acque utilizzate in questi stabilimenti.

cunicolo ottocento Bologna insolita

Acque sia sulfuree che salsobromoiodiche, con caratteristiche che le rendono eccezionali, in cui la concentrazione di elementi indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo è particolarmente elevata.

Acque in grado di curare tanti tipi di patologie, legate all’apparato respiratorio, gastroenterico, cardiovascolare e tanto altro.

Anche in questo caso per percorrere il cunicolo quasi totalmente illuminato e posto sul fondo di un ampio parco, abbiamo indossato caschi e scarpe comode con suole in gomma, non scivolose.

Ci siamo infiltrate all’interno della terza meraviglia di questo sorprendente tour e siamo arrivate a scoprire la sorgente di acqua denominata “Porretta Nuova” tuttora utilizzata.

Infatti lo scopo del cunicolo realizzato nel 1884 era proprio quello di convogliare le acque di “Porretta Vecchia” unendo i due stabilimenti termali già all’epoca attivi.

Continuando a percorrere il cunicolo è stato sorprendente notare cristalli di quarzo incastrati nella roccia e uno strato di grafite formatisi naturalmente, ma l’attrazione più sorprendente ci attendeva in fondo al tunnel all’interno dello stabilimento termale di Porretta vecchia.

Qui si trova l’antica sorgente romana, che si può ammirare sporgendosi da una finestra interna, e ci fa capire quanto siano antiche queste terme dall’acqua benefica.

Una delle testimonianze più dirette e concrete dell’esistenza a  Porretta di zone termali già in età romana, riguarda il ritrovamento nel 1888 sul greto del fiume Rio Maggiore, di un mascherone in marmo raffigurante la testa di un leone fatto risalire al primo secolo della nostra era, in passato simbolo delle Terme di Porretta.

leone terme Bologna Insolita

Tale testa di leone la ritroviamo  all’entrata dello stabilimento, come simbolo delle Terme in attività oggi a Porretta.

Tanti sono i servizi benefici offerti dal Centro che come ci dice la guida è in via di espansione, tra i quali: fanghi, immersioni nelle vasche termali, percorsi vascolari sono solo alcune delle patologie curate, consiglio di consultare il sito delle Terme per saperne di più.

Ma prima di salutarvi e andare a pranzo vorrei lasciare le Terme con una graziosa storia legata proprio all’origine delle acque di Porretta risalenti a oltre 2000 anni fa

“La leggenda narra che fu grazie ad un bue ammalato, ormai incapace di reggere l’aratro e lasciato libero dal suo padrone, che vennero scoperte le proprietà delle acque: il bue, in uno dei suoi peregrinaggi, si dissetò alla Fonte termale – che poi venne chiamata Puzzola – e ritrovò il suo vigore.”

Per lungo tempo il Bue è stato simbolo delle Terme, sostituito poi dalla testa di Leone ritrovata!

Porretta  paese di Terme, musica Soul e della Zampanella…

E ora andiamo a scoprire un altro aspetto interessante di Porretta; le buonissime Zampanelle…

Le conoscete?

Libera ci ha portato a pranzare alla casa della Zampanella!

La zampanella è un disco di pasta sottile e croccante servita ripiegata in quattro, praticamente uguale al borlengo modenese, con farcitura a piacere, cotto in padelle particolari chiamate soli!

La farcitura classica si avvicina molto a quella delle montagne modenesi, a base di lardo, aglio e rosmarino.

Dopo un lauto pranzetto ci aspettava una visita veloce alla piccola e graziosa cittadina con una varietà interessante di colorati murales a tema musicale.

Si perché dovete sapere che da almeno 30 anni a Porretta si svolge un Festival di musica Soul tra i più importanti d’Europa.

Il “Porretta Soul Festival” che ha ospitato i nomi più importanti del genere musicale alcuni dei quali giunti per la prima volta nel continente.

Nel 2020 durante la pandemia a causa dell’astinenza al Festival  sono stati chiamati a Porretta 33 artisti per eseguire i ben 13 murales presenti oggi in paese e raffiguranti i più importanti artisti Soul arrivati a Porretta.

Uno dei più famosi  e primi murales realizzato nel 2015 da Alice Palmieri è quello che riprende Rufus Tomas, icona del festival  in una simpatica posizione e in una location tra le più suggestive del paese, Piazza della Libertà.

Direi che questa particolarità del paese va raccontata in un articolo a parte, qui sotto vi anticipo alcuni dei miei murale preferiti.

Grazie ancora a Libera per questo splendido weekend passato alla scoperta della Bologna delle acque, che mi ha dato la possibilità di conoscere un aspetto fondamentale di Bologna e non meno importante, di stare in compagnia di molte professioniste e colleghe travel blogger.

Visitate il blog liberamente traveller  per tanti interessanti consigli su itinerari bolognesi, italiani e internazionali.

Alla prossima avventura!

Seguiteci anche sui canali Instagram e Facebook di Viaggi.Cibo.Emilia, vi aspetto come sempre nei commenti per sapere la vostra opinione su questo fantastico aspetto di Bologna.

E se proverete anche solo una delle esperienze sopra descritte taggateci nei vostri profili così ci farete sapere che vi è piaciuta l’esperienza.

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