Appennino Tosco Emiliano Citta di Sarzana
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Appennino Tosco-Emiliano : Rifugio Città di Sarzana

Mi sono recata con alcuni amici durante il Ferragosto, per un paio di giorni, al rifugio Città di Sarzana, all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, in prossimità del Monte Acuto.

Non essendo una camminatrice allenata ed esperta devo dire che sin da subito ho accusato la fatica della salita che a circa metà percorso si é fatta decisamente sentire,  anche a causa dei grandi sassi disseminati lungo il sentiero.

Tuttavia è stata un’esperienza unica e appagante che non avevo mai fatto, anche perché sapevo che appena arrivata al rifugio posto a 1580 mt, il cellulare non avrebbe più ricevuto.

Saremmo stati per così dire disconnessi dal mondo, ma cosa ormai rara connessi con noi stessi e con la natura circostante.

  • Attrezzatura utile per il cammino:
  • Bacchette per le salite e le discese soprattutto, nella salvaguardia delle ginocchia.
  • scarponcini alti che proteggano le caviglie
  • mantella anti pioggia
  • zainetto per le escursioni
  • abbigliamento comodo
  • borraccia per l’acqua
  • snack energizzanti
  • molto comodo anche un asciugamano leggero assorbente da appendere allo zainetto per asciugarsi il sudore
  • fascia per capelli o cappello per il sole + occhiali.
Verso il rifugio Sarzana

Dalla diga del Lagastrello al rifugio Città di Sarzana

Tempo di percorrenza per camminatori esperti  1 h 45 min come segnalato dal CAI.

Dislivello: 450 mt. circa

Arrivando dal versante toscano: Passando da Aulla in direzione Licciana Nardi, dopo circa 25 km da Aulla si prosegue per 2 km dal passo del Lagastrello e si arriva alla diga.

Da Parma: si passa per Langhirano, direzione Monchio Rigoso, si prosegue poi fino al ponte sull’Enza poco dopo il Paese di Rigoso e si arriva alla diga.

Da Reggio Emilia: abbiamo preso la direzione Castelnovo ne’ Monti, Ramiseto e per la provinciale n.15 fino al ponte sull’Enza in prossimità della diga del Lagastrello, situata sul confine tra Emilia e Toscana, sbarra il corso del torrente Enza, a 23 Km da Ramiseto.

Abbiamo parcheggiato in prossimità della diga (a 1200 mt circa), e preso il sentiero segnalato lasciandoci il torrente Enza sulla sx.

Giunti alla stele di arenaria del 1863 prendiamo a sx  per il sentiero CAI 659. Il sentiero tra gli alberi di faggio è disseminato costantemente fino al  Rio Garzoli di radure di mirtillo e ranuncoli.

Oltrepassato il rio, giungiamo ad una radura circondata da lamponi e ginepri con una bella vista sulla Valle dell’Enza, (località Quattro Fagge, 1280 m).

La salita a poco a poco si fa sempre più ripida, la mente è vuota e completamente alle prese con il percorso, il sentiero prosegue in falsopiano dominando il lago Gora, ubicato in una conca di origine glaciale.

Si giunge in breve ad una radura e si sbuca finalmente al rifugio, che considerando la posizione e il tempo impiegato per raggiungerlo si merita veramente l’appellativo di rifugio.

Per un percorso più semplice all’ interno del Parco Tosco-Emiliano, consiglio di consultare anche l’articolo della Valle del Dolo.

Variante con arrivo diretto al Monte Acuto:

tempo di percorrenza dalla Diga 2 h 45 min.

In prossimità della stele in Arenaria parte un sentiero (659A) che scavallando passa sull’altro versante del monte e sale alla sella del Monte Acuto per poi ridiscendere in una ventina di minuti al rifugio.

Dislivello in salita 568 mt.

vista dal Monte Acuto, foto presa dalla pagina del rifugio

Rifugio Città di Sarzana

Veramente fiabesco questo rifugio immerso nel bosco, caldo grazie alla stufa a legna presente al suo interno, e accogliente grazie al gestore Adriano,­­­ al suo cagnolone Tao e ai ragazzi che gli danno una mano.

rifugio citta di Sarzana

Il rifugio costruito dal CAI nel 1980 era una fredda struttura in ferro che successivamente venne trasformata in questa graziosa casetta in legno nel 1998 dall’ente Parco regionale dell’Alto Appennino Reggiano.

Può ospitare fino a 25 persone divise in due camerate, chiaramente in questa estate 2020 le presenze erano contingentate alla metà della capienza, causa COVID.

La parola d’ordine è adattabilità, in questo contesto a mio avviso stupendo e rigenerante, ma anche decisamente spartano, in quanto non sono presenti doccie all’interno e fuori della struttura e ci si puo’ lavare solo in un lavandino posto nell’unico bagnetto a disposizione degli ospiti, all’interno del rifugio.

entrata rifugio città di Sarzana

Non è presente nemmeno il bidè, pazienza se vi fermate solo una notte o due ne vale comunque la pena.

Consiglio anche di premunirsi di sacco lenzuolo e sacco a pelo, salviette detergenti, e tappi per le orecchie.

In caso non si fosse muniti di sacco lenzuolo è possibile noleggiarlo in loco.

Il cellulare qui non prende (ottima notizia) e il rifugio è dotato di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.

I posti disponibili per consumare un pasto sono 30 divisi tra interno ed esterno, consigliatissimo un pasto qui anche se non si pernotta, alcuni sapori sono veramente genuini e intensi.

Consiglio la zuppa di legumi, e la crostata famosissima del rifugio molto burrosa e con una marmellata di mirtilli buonissima.

Il rifugio è aperto dal 1 luglio al 31 Agosto tutti i giorni, durante l’anno rimane aperto il sabato e la domenica, il ricovero di emergenza con 5 posti letto, è sempre aperto.

Costo di pernottamento e mezza pensione 46 euro a notte a persona.

L’atmosfera serale con i canti e i balli del ferragosto, il cielo pieno di stelle, Adriano (ex musicista e compositore) che ti suona la chitarra, sono sensazioni che fanno bene all’anima.

In fondo per stare bene a volte basta veramente poco!

Anello rifugio Città di Sarzana – Ghiaccioni – lago Gora e Gonnella

Durata circa 3 h e 30’ ( noi ne abbiamo impiegate 5 abbondanti con pause varie).

Dopo una dignitosa colazione a base di fette biscottate burro e marmellata di mirtilli, accompagnate da immancabile caffettino, pianifichiamo anche con l’aiuto di Adriano il gestore.

Il giro della giornata, ci vedrà tornare al rifugio intorno alle 18:00 con partenza ore 11:00 da Città di Sarzana.

Consiglio importante: se si desidera farsi fare panini dal rifugio bisogna dirlo anticipatamente magari anche la sera prima perché il rifornimento viveri non è semplice, e bisogna dare modo al personale del rifugio di organizzarsi.

Una camminata impegnativa con necessarie pause, un percorso molto suggestivo (CAI 659) che costeggia in un primo momento il lago del Monte Acuto posto frontalmente al rifugio, a 100 mt circa.

Lago abitato da ranocchie e tritoni, le cui acque torbide non invitano al bagno, ma è sicuramente gradevole alla vista.

Ci immergiamo nel fitto bosco di faggi, il percorso prevede per 2 ore buone di cammino una discesa quasi costante intervallata da zone piane e brevi salite disseminate da sassoni.

Tanti i meravigliosi scorci con radure fitte di faggi con corpi ricurvi a cercare la luce, alberi bitorzoluti con braccia enormi e forme tra le più variegate che io cerco costantemente di interpretare.

Arriviamo finalmente ad un ampio prato in prossimità dei Ghiaccioni (a 1375 mt)  dove decidiamo di fermarci per il pranzo e non manca nemmeno la frutta, perché a ridosso del bosco ampie distese di lamponi si mostrano ai nostri occhi.

Dopo esserci rifocillati proseguiamo la discesa, intervallata da zone piane, e imbocchiamo il CAI 653 direzione Succiso Nuovo, costeggiando il torrente Liocca a circa metà percorso, e anziché proseguire sulla dx  direzione Succiso al bivio che ci si presenta davanti, prendiamo a sx rimanendo sul sentiero 653, direzione laghi.

rifugio i Ghiaccioni

Il sentiero a poco a poco avvicinandoci al bivio dove imboccheremo il CAI 657 comincia a salire, immettendosi in una faggeta che infine ci mostra sulla dx una vasta torbiera detta Lago Gora; non c’è traccia di acqua.

Siamo risaliti a 1425 mt. ma continuiamo la nostra ripida salita attraverso tornanti e sassoni da attraversare, sino a sfiorare al seconda piccola torbiera chiamata Lago Gonnella, (1487 mt) aggiriamo poggi morenici e alte conche, sulla valle Liocca.

Poco dopo il lago, il sentiero 657 abbandona la mulattiera e dobbiamo compiere l’ultimo tratto che ci riconduce al rifugio con dislivello di circa 600 mt e ripidità intensa.

Arrivati a 580 mt compare finalmente il rifugio, non ci rimane che berci una birra fresca, accompagnata da polenta e fagioli, ce la siamo proprio meritata!

Buon Ferragosto a tutti!

Zona consigliatissima, intersecata da tantissimi altri sentieri e soprattutto imperdibile visita al Monte Acuto, che noi non abbiamo purtroppo fatto…

Per info andare sul sito del rifugio

E’ consigliata la prenotazione al n. 339 2245117.

E voi come avete passato questa estate 2020?

Avete quache consiglio di bei sentieri da fare all’interno del Parco Tosco_Emiliano? potete scriverli nei commenti li leggerò super volentieri.

4 commenti

  • Teresa

    Bellissima escursione Giovanna, non vediamo l’ora di provarla!! Sarà proprio bello l’estate prossima magari, con il bimbo un po’ più grande, fargli provare l’emozione di dormire al rifugio!

    • Giovanna

      Ciao Teresa, il percorso come ho ribadito nell’articolo è di difficoltà media, valutate se può essere adatto al bimbo, oppure se riuscite a trasportarlo voi, in discesa e in salita.
      Il luogo merita, sembra di essere in una favola.

  • Bruno

    Brava Giovanna, trovare oggi un luogo “senza copertura”, non é facile, succede solo nei film del genere poliziesco o terrorifico, quando i malcapitati personaggi si trovano con problemi nel bel mezzo del nulla!!
    Un peccato che non siate saliti sul Monte Acuto, il panorama merita, ed inoltre a me piace tantissimo percorrere sentieri oltre il limite della vegetazione (che in questa zona dell’Appennino e sui 1600m circa) per poter godere degli ampi spazi che offrono le vedute “in quota”.
    Volevo aggiungere che, visto la vicinanza del rifigio alle prinipali strade, si puó effettuare l’escursione anche in inverno, purchñe non vi sia un innevamento molto abbondante, in quanto il sentiero é facile e non presenta punti pericolosi.

    • Giovanna

      Caro Bruno, si purtroppo l’escursione al Monte Acuto richiedeva energie che non avevamo più. Grazie comunque per i tuoi consigli, sempre ben accetti.

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