Visitare la Catalogna Castellet
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Visitare la Catalogna: itinerari local consigliati tra natura e castelli

Vi do il benvenuto nel primo articolo di itinerari fuori porta, che i miei amici e guest local, mi hanno fatto conoscere durante il soggiorno a casa loro nel paese di Segur de Calafell in Catalogna (Spagna)

Di Barcellona se ne parla sempre molto, e a mio avviso è una città veramente bella, ma in questo articolo vorrei raccontarvi di alcuni luoghi che Carlos e  Bruno mi hanno mostrato, sarà una modalità diversa di visitare la Catalogna.

Se come me siete amanti dei castelli e della natura continuate a leggere.

Scoprirete una piccola parte di Catalogna, assolutamente da visitare, inedita e affascinante, ma soprattutto scarsamente conosciuta dal turismo internazionale…

Tale regione chiamata di Penedès dista da Barcellona appena un ora di macchina, ed è una valle protetta dalla montagna di Montserrat nella quale ci sono parchi naturali, montagne, villaggi di pescatori e belle città.

Ha al suo interno parchi naturali e castelli alcuni dei quali restaurati, ben collegati tra di loro e di origine Medioevale, costruiti come funzione di difesa e controllo del territorio, soprattutto dopo la conquista di Tarragona avvenuta nel 1118.

Il primo che andrò a descrivervi brevemente è il Castell de Castellet all’interno del grazioso borgo residenziale di Castellet i la Gornal nel Parc del Foix affacciato sul lago artificiale Pantà del Foix, alimentato dal fiume Foix.

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Conoscete già questo angolo di Catalogna? se così non fosse seguitemi.

Castell de Castellet

Potevano mancare i castelli in questo mio breve viaggio in Catalogna?

Certo che no…

Bruno mi ha accompagnato in questo graziosissimo borgo distante da Segur de Calaffel circa 15 km, nel bellissimo contesto del parco naturale del Foix .

L’intera area è stata riconosciuta dall’UNESCO “Centro di Riserva della Biosfera Mediterranea”.

panta de Foix

Appena arrivati siamo accolti da alcuni operai che laboriosamente lavorano con picconi e carriole nella cava ai piedi della scala di accesso del paese…

Ma non sono gli unici ad animare il tranquillo e grazioso borghetto…

C’è anche la signora  che si è fermata davanti al forno a chiacchierare con l’amica…

vi faccio un piccola rivelazione di queste zone della Catalunya, forse perché siamo abbastanza vicini alla Francia, l’usanza è quella di comprare la baguette e metterla sotto l’ascella come solitamente si usa fare a Parigi.

Continuando a salire incontriamo altre belle installazioni in acciaio Corten, materiale anche qui di gran moda e devo dire largamente utilizzato in questo seppur piccolo borgo.

Infatti consiglio una foto di fianco alle sagome descritte sopra o vicino alle installazioni fortemente instagrammabili disseminate un po’ per tutto il paese.

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Portoni e abitazioni con panni stesi sono da sempre la mia passione e non manco di fotografarli.

Giunti al Castello vediamo che possiamo ammirarlo solo dall’ esterno in quanto è sede di una grande Fondazione della Catalogna chiamata Abertis.

Il punto informazioni situato sulla sx della piazzetta del Castello ci dice che è possibile prenotare una visita telefonando al +93 8144506 in orari di ufficio dalle 9 alle 14,00.

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Si perché altra abitudine in queste zone è di pranzare e cenare in orari molto simili a quelli del nostro meridione.

Ma parliamo del Castello…

L’edificio è risalente al X sec., fu costruito dagli spagnoli per scopi di difesa e di controllo delle strade e del fiume Foix.

Abitato nel corso dei secoli da famiglie della nobiltà catalana, la fortezza fu acquistata e restaurata (1928) dall’archivista Josep de Peray, il figlio, Josep Anton di Peray Batlle, sacerdote, lo cedette (1984) all’ospedale pediatrico di Barcellona, per poi essere acquisito dalla Fondazione catalana come citato sopra.

Costeggiando sulla sx il Castello troviamo una graziosissima chiesa romanica ad un’unica navata la Chiesa di Sant Pere de Castellet datata XII sec.

L’edificio è a pianta rettangolare e a navata unica, con volta a botte; il tetto è su due lati, con piastrelle arabe, mentre la porta di accesso è un arco semicircolare.

Sembra che Bertran de Castellet, nobile al servizio di Ramon Berenguer IV di Barcellona, e proprietario del Castello volesse essere sepolto in questo tempio.

Salendo la piccola scala che conduce al bosco, si dipartono diversi sentieri che si possono fare in bicicletta o a piedi.

Si può anche godere di uno splendido panorama costellato da bassi vigneti , qui il clima è perfetto per coltivare un’uva talmente buona che se ne ricavano 13 diverse qualità di Cava (spumante), tutte con denominazione di origine controllata.
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Dove mangiare e Dormire a Castellet i la Gornal ?

All’interno del borgo troverete un ristorante accogliente con cucina tipica nel quale ristorarvi, con un nome molto simpatico “el Barretet” .

A detta della gente del luogo e delle recensioni si mangia discretamente, io però non l’ho provato.

Per dormire ci sono diverse soluzioni di case in affitto, una tra queste il residence rurale “El Bosque Làcteo”

Una casa di paese riabilitata dall’architettura tradizionale, che si è fusa con l’architettura d’avanguardia per avere spazi accoglienti pieni di fascino, pace e serenità, senza rinunciare al comfort contemporaneo.

Se decidete di soggiornare nel borgo può essere utile sapere che vi è la possibilità di visitare oltre all’esteso Parc del Foix, anche diversi castelli nelle vicinanze.

Se volete saperne di più seguitemi nell’itinerario dei “Castells de Marca”.

Castells de Marca: itinerario tra parchi naturali e castelli medievali

L’itinerario è un percorso circolare che può essere fatto tranquillamente in una giornata.

Mira a far pubblicità ai tre siti storici e turistici, attualmente conservati nella regione, appartenenti alla vecchia linea fortificata che difese le terre conquistate ad Al-Andalus in epoca medievale.

I Castelli che si possono incontrare nel tragitto partendo da il Castell de Castellet sopracitato, sono i seguenti:

Castello di Penyafort

Sembra essere stato costruito nell’XI secolo e consisteva in una torre e un quadrato, (XI secolo).

Proprietà dei signori di Penyafort dal XII secolo, e casa natale dell’illustre Raymond de Penyafort, religioso e giurista spagnolo, appartenente all’Ordine domenicano; fu proclamato santo da papa Clemente VIII nel 1601.

L’ordine domenicano, governò il convento (1603-1835) in onore della canonizzazione di San Raimondo di Penyafort.

Dal 2002 è di proprietà del Consiglio Comunale di Santa Margarida i els Monjos che gestisce il progetto di riabilitazione e conservazione.

Le visite guidate sono possibile tutte le seconde Domeniche del mese, per maggiori info telefonare al tel:  669 287 539 oppure scrivere a turisme@smmonjos.cat.

Complesso monumentale d’Olèrdola

Il complesso monumentale ubicato all’interno del “Parc d’Olèrdola” narra di una città scomparsa, la cui montagna è stata abitata sin dall’età del Bronzo.

I Romani arrivando costruirono una grande cisterna e una torre telaia.

Nell’XI secolo Olèrdola era una delle 10 città più importanti e popolate della Catalogna”.

Il castello di Olèrdola fu costruito dal Conte di Barcellona Sunyer I nell’anno 929″, e svolgeva la funzione di difesa e sorveglianza nella riconquista del territorio contro il dominio musulmano di Al Andalus nel secoli X, XI e XII.

È stata costruita anche la chiesa romanica di Sant Miquel, dove si trovano ancora le tombe antropomorfe medievali scavate nella roccia.

Non sono riuscita a vederla ma sicuramente se siete da queste parti non potete perdervela.

Per info e visite consiglio di telefonare al tel: 93 890 14 20.

Se si vuole soggiornare in quest’ultima location si troveranno facilmente alloggi rurali caratteristici della zona!

Ma i Castelli non finiscono qui, vi do appuntamento al prossimo articolo dedicato al paese che mi ha ospitato Calafell e Segur de Calaffel con il suo lungomare.

Seguitemi anche su Instagram e Facebook, troverete i video dei luoghi da me raccontati.

Segnatevi le tappe che vi ho raccontato nell’articolo perché quando si ricomincerà a viaggiare con più tranquillità non potete perdervele.

Se volete chiedermi qualche info in più su questi itinerari, sarò contenta di rispondervi nei commenti.

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