Coperta parma Insolita
Parma

Parma insolita: passeggiata in una delle zone più caratteristiche, l’Oltretorrente!

Parma non la conosco in maniera approfondita, amo comunque cercare i luoghi meno noti di una città, raccontandovi una “Parma Insolita”.

Non c’è che dire però questa città ha un fascino incredibile, e sono tanti i luoghi e le atmosfere suggestive che ti avvolgono quando metti piede nel “Piccolo Ducato” emiliano.

Sono sempre stata affascinata da quelle casette colorate che si affacciano sull’Oltretorrente, in prossimità di uno dei ponti più antichi della città, il “Ponte di Mezzo”.

case oltretorrente Parma Insolita

L’Oltretorrente veniva anticamente chiamato “Cò di Ponte”, zona dall’altra parte del torrente Parma, la zona cioè dall’altro capo del ponte romanico “Pons Lapidi” (187 a.c.) che collegava la crescente e ricca parte della città in via di sviluppo con la parte povera.

Vi introdurrò nell’anima di un borgo tra i più antichi che è stato il protagonista dei moti antifascisti, ricacciando addirittura le milizie di Italo Balbo nel 1922.

Una scritta  posta sulle antiche mura della città ne ricorda con orgoglio l’evento!

Vi porto con me a scoprire la Parma Insolita fatta di natura, antichi borghi, vie con casette dai toni pastello che vi incanteranno, piazzette che hanno fatto la storia, palazzi liberty affacciati al tanto amato dai parmigiani, torrente “Lungoparma”.

Nel mio articolo troverete:

  • Come e perché nacque il quartiere Oltretorrente, cenni storici
  • Itinerario a piedi alla scoperta della Parma Insolita
  • Passeggiata sul Lungoparma
  • Dove mangiare nel cuore della Parma Insolita.

Come e perché nacque il quartiere Oltretorrente, cenni storici…

Borgo Catena Parma Insolita

Dove ora sorge uno dei più caratteristici quartieri di Parma, in epoca romana, vi erano capanne e abitazioni povere, umide e malsane anche a causa della natura acquitrinosa di questo lato di città.

Intorno all’anno 1000 , anche a causa dell’incremento demografico e della ricerca di nuove vie di commercio, con l’arrivo di alcuni ordini pontifici nella zona di Cò di Ponte, si cominciano a costruire Ospedali, e abitazioni nelle quali alloggiare.

Suddetta zona rivestiva un’importanza strategica per il collegamento con i paesi circostanti.

Vennero così costruiti i primi ponti in pietra per rendere più fruibile il passaggio da una sponda all’altra del Parma, e vennero erette mura per proteggere l’Oltretorrente, mura che prima erano riservate solo alla città romana originaria.

Parma Insolita Ponte Verdi
A mio avviso è molto interessante la dualità che ancora oggi la città di Parma mantiene.

Nel corso dei secoli il quartiere si trasformò nelle mani delle signorie che gia dal XII sec. acquistarono possedimenti proprio qui, pur continuando a mantenere ancora oggi l’aria di quartiere popolare in continua evoluzione…

  • 1345 il ducato milanese dei Visconti e degli Sforza prendono dominio anche sulla Pianura Padana governando a Parma fino alla metà del 1500, Bernabò Visconti fece costruire nei pressi del Parco Ducale il Castello detto di Cò di Ponte.
  • 1561 I Farnese acquistano la zona di Cò di Ponte che viene ulteriormente abbellita dalla costruzione di un sontuoso Palazzo come loro residenza e tutto intorno un bellissimo giardino che ad oggi sono rappresentati dal Palazzo Giardino e dal Parco Ducale.
  • Dal 1750 al 1847 succederanno ai Farnese i Borbone e Maria Luigia, alla morte di quest’ultima nel 1847 un’altra grande donna arriva a Parma, Maria Luisa di Borbone.

Itinerario a piedi alla scoperta della Parma Insolita

L’itinerario ad anello che vi propongo andrà a toccare diverse location caratteristiche dell’Oltretorrente, la durata della camminata sarà di circa 2 ore, vi elenco qui tappa per tappa i punti di maggiore interesse:

Castello di Cò di Ponte:

zona Castello di Cò di Ponte di cui è riconoscibile solo la Torre Sforzesca

Il castello Sforzesco affacciato al torrente Parma anticamente era dotato di un ponte detto “Ponte della Rocchetta” che lo collegava all’altra sponda in corrispondenza del Complesso della Pilotta, tale ponte oggi ha preso il nome di “Ponte Verdi”.

Questa era una zona ricca di botteghe di artigianato la stessa torre nel 1800 ospitava la “Real fabbrica della Majolica e dei Vetri di Parma”.

Parco Ducale:

Palazzo Giardino prima residenza dei Farnese, progettata da Jacopo Barozzi da Vignola
Peschiera Parma Insolita
Fontana installata al centro della Peschiera (1712-17) che doveva in realtà essere installata alla Reggia di Colorno.

Lasciandoci alle spalle il Castello, ci inoltriamo nel bellissimo Parco Ducale, dove oltre al Palazzo fatto costruire dai Farnese notiamo camminando lungo il viale che porta alla Peschiera, il piazzale circondato dai platani, e i vasi e le sculture che simmetricamente spuntano dalle vie laterali sapientemente disegnati dall’architetto francese Petitot.

Arriviamo ad uno spiazzo sulla dx della Peschiera e i resti del Tempietto di Arcadia che facevano parte delle suggestive scenografie delle cerimonie ducali ci riporta indietro nel tempo.

Porta Santa Croce:

Uscendo dal Parco che anticamente era circondato da una cinta muraglia vediamo i resti di quest’ultima che affiancano una delle antiche porte di accesso alla città, Porta Santa Croce.

Struttura rinascimentale che era destinata ad ospitare nel piano superiore la dimora estiva dei duchi, e nel cui locale che ad oggi prende il nome de “la Giovane Italia” è possibile vedere alcuni affreschi facenti parte dell’antica dimora.

Chiesa di Santa Croce:

Sono quattro le chiese che meritano di essere visitate nel quartiere, la prima e più antica (1222) è proprio la chiesa di Santa Croce, che da il nome alla porta di accesso della città, in stile romanico – barocco era meta di pellegrinaggio per coloro che percorrevano la via Francigena.

Unica testimonianza dell’antico passato, i capitelli visibili all’interno con figure tipicamente medioevali.

Via Massimo D’Azeglio

Massimo d'Azeglio

Lasciata la chiesa percorriamo l’arteria principale del quartiere Oltretorrente, via Massimo d’Azeglio, la via consolare.

Lungo la strada, incontriamo alcune laterali storiche nelle quali si respira ancora l’aria degli antichi borghi popolari, vere e proprie “corti dei miracoli”.

Luoghi in cui la gente povera e diseredata si raccoglieva, si dava proprie norme, aveva una propria lingua e proprie tradizioni culturali, proprio come succedeva nei rioni popolari di altre città come quello del Popol giost di Reggio Emilia.

Borgo Pier Antonio Bernabei (già B.go Bertano) e Borgo Cocconi (già B.go Taschieri) erano solo due dei principali rioni popolari di là dall’acqua.

In borgo Taschieri nell’anno 1200 per volere del cavalier Rodolfo Tanzi, venne creato il primo ospedale di fortuna che aveva sede in alcune abitazioni del vicolo e aiutava prevalentemente anziani, pellegrini e bambini orfani malati, di ceto povero.

Pier Antonio Barnabei è ricordato per avere affrescato egregiamente la cupola di un’ altra chiesa importante dell’Oltretorrente, trattasi di “Santa Maria del Quartiere”, progettata dal ferrarese Aleotti su pianta esagonale (XIX), la si può scorgere che spunta da infondo alla strada.

Chiesa di San Francesco di Paola

All’altezza dei due borghi dall’altro lato di via Massimo d’Azeglio potete vedere la splendida facciata barocca dell’ex chiesa di San Francesco di Paola (1639) con le due torri che svettano altissime dette dei Paolotti (ordine religioso della Chiesa).

Trasformata nel 1818 su decreto di Maria Luigia in Ospedale de’ Pazzerelli (Manicomio) che successivamente divenne Ospedale per bambini e dal 1936 Facoltà di scienze Umanistiche.

Proseguendo su via D’Azeglio incappiamo in un edificio con porticato quattrocentesco lunghissimo ad oggi Archivio di Stato, Biblioteca Comunale sede di diverse associazioni culturali.

Un edificio molto caro ai parmigiani perché è stato l’ospedale cittadino dal XV secolo fino al 1926 anche detto “Ospedale Vecchio”.

Piazzale Inzani

Parma Insolita Piazzale Inzani

Dall’Ospedale Vecchio prendiamo la via frontale ed arriviamo in una piazza graziosissima circondata da case colorate e da un parco con alberi, mi è piaciuta veramente tanto, un piccolo angolo francese, nell’intersecarsi di vie più strette dove un tempo vi erano antiche botteghe.

E dove si sentono ancora eccheggiare le gesta degli “Arditi del Popolo” capitanati da Guido Picelli.

Luogo caro alla gente dell’ Oltretorrente perché protagonista di un passato legato alla ribellione e alle barricate del 1922, ma anche luogo nel quale si sono svolti numerosi moti e scioperi sindacali.

Non poteva trovarsi in altro posto la statua di uno dei personaggi più cari agli abitanti dell’Oltretorrente e ai parmigiani in generale…

Sto parlando di un frate francescano di nome e di fatto, un uomo di una carità talmente grande e di un amore per la gente di ogni età ed estrazione sociale tale, da privarsi persino del proprio pane per aiutare il prossimo,

Che per trentuno anni ha camminato tra i poveri e i carcerati e donato tutto ciò che era in suo possesso senza riserve, sto parlando di Padre Lino Maupas.

Se ne volete conoscere la storia, narrata da un attore di teatro, alle spalle della scultura,  troverete un tabellone di colore fucsia che vi inviterà a comporre un numero telefonico ed ascoltare la storia di uno dei personaggi più amati di Parma.

Borgo  dei Grassani, casa del Boia

Da piazzale Inzani consiglio di fare una capatina in Borgo dei Grassani per vedere l’abitazione che nel 1800 era occupata dal  Boia della città, Giuseppe Pantoni.

La casa di colore arancio scuro fa angolo con via dei Grassani, potete vederla nell’immagine sottostante.

Il Boia all’epoca era uno degli uomini più ricchi e privilegiati della città, aveva un listino prezzi che andava dalle 15 lire per un impiccagione alle 36 lire per uno squartamento, e quando camminava per strada doveva avere un abbigliamento che lo rendesse riconoscibile.

Via della Salute vi stupirà con le sue casette colorate:

Parma Insolita Via della Salute

Ed ecco, dopo la nota cupa della casa del Boia a 300 mt di distanza da Borgo dei Grassani, potrete giungere in una delle vie più caratteristiche e colorate dell’Oltretorrente, via della Salute.

Quella che oggi è una graziosa via con case a schiera dai colori pastello, vasi di fiori alle finestre e un atmosfera quasi olandese, nell’1800 era una zona tra le più malsane con condizioni igieniche e sanitarie drammatiche.

Tanto è che a causa di tutte le epidemie che nascevano nella zona di là dall’acqua, il quartiere veniva prontamente  isolato dal resto della città, e qualsiasi persona provenisse dall’ Oltretorrente se passava anche solo uno dei ponti veniva condannata a morte.

Maria Luisa di Borbone, che aveva a cuore il bene dei parmigiani, dopo una grande epidemia di colera, istituì un decreto (1855), con ordine di costruire il primo stralcio di via della Salute, che rappresentò nella storia il primo esempio di quartiere popolare.

Ultima tappa prima di percorrere il lungo Parma è la Barriera Bixio, scenografica barriera vicino alla seconda porta d’accesso alla città di Parma, Porta San Francesco.

La Barriera di stile neorinascimentale(1860), venne eretta per ricordare l’unione di Parma al Regno d’Italia.

Passeggiata sul Lungoparma

Dalla Barriera Bixio si scende sul greto del torrente Parma, che per chi non lo sapesse è un’affluente del fiume Po,  termineremo la passeggiata ad anello proprio nel punto dove l’abbiamo iniziata presso il Ponte Verdi.

Il torrente è un importante corridoio ecologico che consente il passaggio, la sosta e la nidificazione di numerose specie migratorie.

Mentre gli uccelli volano liberi a pelo d’acqua camminiamo immersi nella natura  e attraversiamo i primi due ponti il Ponte Italia e il Ponte Capra zucca.

Qui nulla è lasciato al caso: le potature, lo sfalcio e le specie arboree autoctone piantate servono per favorire l’insediamento dell’avifauna e di altre specie che erano scomparse a causa della massiccia urbanizzazione. 

Arriviamo così al Ponte di Mezzo, probabilmente uno dei più antichi come ho spiegato nell’introduzione, ponte che collega via Massimo D’Azeglio da un lato al centro città dall’altro.

Sotto di esso nel lato di Parma centro si accede a Piazza Ghiaia, letto originale del fiume che deviò lasciando i sassi sul fondo, e da lì il nome di una delle piazze di mercato più frequentate dai parmigiani.

Proseguendo verso il Ponte Verdi il cui nome è dedicano all’illustre compositore parmense, noteremo sulla sx sul vecchio muro di cinta, delle scritte che inneggiano alla resistenza antifascista…

Sicuramente la più celebre e continuamente ritoccata è quella che riguarda la cacciata di Italo Balbo durante le 5 giornate di barricate del 1922.

Il Murales recita in dialetto locale testuali parole:

“Balbo , t’è pasè l’Atlantic, mo miga la Perma!

(Balbo hai passato l’Atlantico ma non hai superato la Parma) intesa come il torrente.

Concludiamo la nostra passeggiata ammirando i bellissimi orti privati a ridosso delle casette dai colori sgargianti che sempre mi rapiscono quando arrivo nelle zone di passaggio del ponte.

Per non parlare delle residenze in stile Liberty appartenenti alla famiglia Bormioli proprio a lato della Torre Sforzesca.

Parma Insolita Liberty Oltretorrente
Parma Insolita Oltretorrente

Dove mangiare nel quartiere della Parma Insolita

Bè non ho dubbi nel proporvi un ristorante sorto sulle ceneri di un’osteria tipica di Piazzale Inzani al civico 15.

Opera viva è un ristorante che incarna in se tante qualità prima tra tutte la tracciabilità delle materie prime utilizzate in cucina, la stagionalità dei prodotti e la costante ricerca della materia prima stessa, che crea un’”Opera viva e propria” nei piatti proposti.

Piatti che spaziano dalla cucina mediterranea fatta di pesce a quella tradizionale con le carni selezionate, la pasta fresca fatta a mano e l’utilizzo magistrale delle spezie per dare un taglio moderno e mai casuale alle pietanze.

Carta dei vini ben articolata tra diverse regioni italiane e qualche bottiglia francese.

Dal martedi al sabato è possibile fare aperitivi a base di Drink, vino e Tapas gustosissime

Il locale è moderno e colorato con opere d’arte e sculture sapientemente accostate, il personale è gentile e professionale.

Prezzo che varia dai 25 ai 35 euro per pasto completo, escluse bevande…

Io consiglio il raviolo di baccalà buonissimo!

Tel: 0521/206001

foto presa dal sito web di Opera Viva

Dove Parcheggiare a Parma vicino all’Oltretorrente

Questa voce non potevo non metterla perché a mio avviso parcheggiare a Parma è sempre abbastanza complicato.

Consiglio quindi due alternative: la prima più economica parcheggiare in strada delle Fornaci che porta diretta al ponte Verdi in pochi minuti di camminata a piedi, i festivi il parcheggio è gratuito nei feriali all incirca 1 euro all’ora.

Oppure potete parcheggiare al parcheggio interrato Toschi, in via Toschi 2, aperto tutti i giorni, 24 ore su 24.

La tariffa è 2 euro all’ora, dalla terza alla sesta ora 2,50, per tutto il giorno la tariffa è 14 euro.

Spero che il racconto di questa Parma così vera e sanguigna vi sia piaciuto, per qualsiasi info al riguardo non esitate a scrivermi.

Questa passeggiata nella Parma insolita è avvenuta grazie ad una bravissima e competente guida escursionistica Raffaella Farolini di Viaggi Arte Natura, organizzatrice di trekking.

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