Viano esperienze da fare in un giorno tra natura, antichi borghi e storia.
Eccoci alla seconda parte del Blogtour nell’alta valle del Tresinaro, in questo mio secondo articolo vi parlo delle esperienze tutte molto belle e interessanti del territorio di Viano.

La prima giornata di blogtour ci ha portati a Baiso e come già detto nell’articolo dedicato io e i miei colleghi travel blogger e content cretor siamo stati accolti e trattati come fossimo di famiglia.
Viano non da meno di Baiso rappresenta un teatro di bellezze naturali incredibile, situato in una valle nella quale sono due principalmente i castelli di origine matildica che andrò ad illustrarvi.
Dove il buon cibo, il vino e la primizia rappresentata dal tartufo, prodotto di punta del territorio, rendono il paese un luogo di eccellenza in provincia di Reggio Emilia.
Pronti a seguirmi in questo secondo giorno? che potrebbe andare a completare l’idea di un weekend in queste terre a molti sconosciute…
Nell’articolo troverete divisi per capitolo:
- Visita alle Salse di Regnano e Casola, fenomeni naturali rari in Italia.
- Alla scoperta di uno dei castelli più antichi dell’appennino reggiano, Castello Querciola.
- Dove mangiare a Viano.
Viano esperienze da fare in un giorno: visita alle salse di Regnano e Casola.

La nostra prima esperienza della giornata ci porta alle Salse di Regnano, località nelle vicinanze dell’abitato di Viano.
Qui un altro fenomeno di origine naturale ci attende e come sempre ci viene magistralmente illustrato da Teresa che ci accompagna in ben due visite a quelle che vengono chiamate Salse di Regnano e di Casola poste in due località differenti ma collegate tra di loro e facenti parte della via dei Vulcani di Fango.
Un circuito emozionale che oltre al territorio di Viano coinvolge anche i comuni di Sassuolo, Maranello e Fiorano modenese.
A proposito di Vulcanetti, il fenomeno geologico che avviene in questo territorio è secondo in ampiezza solo alle forse più conosciute ed efficienti Salse di Nirano nel modenese.
I Vulcanetti di Regnano non sono altro che piccole eruzioni di argilla, acqua salmastra (da qui il nome salse) e idrocarburi a temperatura ambiente, provenienti dalle profondità del terreno, parte di un processo iniziato 25 milioni di anni fa quando al posto della Pianura Padana c’era il mare.
L’altezza dei coni dei vulcanetti si presenta ad oggi quasi inesistente e molto dipendente dai fenomeni temporali come le piogge battenti.
Può succedere infatti che se la fuoriuscita del fango è maggiore della quantità di acqua il vulcanetto si innalza, in caso contrario viene schiacciato.
Le due Salse vennero largamente studiate in tempi antichi dai due scienziati nostrani: Lazzaro Spallanzani e Antonio Vallisneri, soprattutto quella di Regnano mostra testimonianze scritte datate 700/800 che raccontano di fenomeni eruttivi ingenti.
Info su come arrivare:
La visita ai vulcanetti di Regnano è molto semplice, arrivando da Reggio Emilia attraverso la SP63 si passano gli abitati di Albinea, Cavazzone e Cà Bertacchi, appena giunti a Regnano si parcheggia di fronte al ristorante il Vulcanetto, a 100 mt dall’area parcheggio ecco aprirsi lo scenario delle Salse di Regnano.
Le Salse di Casola Querciola si possono raggiungere anche in macchina, ma con Teresa abbiamo compiuto un piccolo tratto di circa trenta minuti di cammino, lasciando l’auto al Polo scolastico di Ca’ Bertacchi, da lì abbiamo proseguito a piedi su strada asfaltata.


Abbiamo attraversato un borgo molto interessante di epoca matildica ex stazione di posta per cavalli, il borgo di Cortevedola.
Proseguendo direzione Salse e tornando a camminare in mezzo ai campi abbiamo goduto della vista di un panorama a 360° che nelle giornate limpide può addirittura mostrare le Prealpi veronesi.

Arrivati a destinazione ci attendevano due tipologie di fenomeni naturali:
i coni che sputavano argilla e le polle, uniche in questo territorio, che assumono una conformazione a pozzanghera con eruzione più liquida rispetto ai vulcanetti di Regnano.
Tutta l’area è costituita da staccionate in legno, passerella e un binocolo per meglio osservare l’attività eruttiva.
Viano esperienze da fare in un giorno: alla scoperta di Borgo Castello Querciola.


Chi lo avrebbe mai detto che proprio qui a pochi km dall’abitato di Viano esiste un borgo tra i più antichi dell’Appennino reggiano.
Un piccolo gioiello poco distante dalla città ma abbastanza da regalare un senso di pace e tranquillità incredibili.
Citato già prima dell’anno Mille con il nome di “Castrum Querzolle” arroccato su una rupe e circondato da una fitta boscaglia al riparo dal nemico, fu in epoca medievale il luogo in cui il Vescovo di Reggio Emilia trovò rifugio dalle invasioni barbariche.
Dal 1200 e per cinque secoli il Castello di Querciola divenne il feudo dei Fogliani, vassalli nel quattrocento della famiglia Estense e successivamente passò nelle mani degli Scaioli, ai quali si deve il mirabile fregio, tuttora visibile nella sala principale dell’ ex Canonica, dipinto dall’ artista di Novellara Lelio Orsi.
L’affresco dell’artista realizzato intorno al 1540, corre lungo tutto il perimetro superiore della stanza creando una cornice di notevoli dimensioni che accosta scene di lotta e d’amore, agli stemmi delle nobili famiglie reggiane del tempo.

Ai Fogliani si succedettero fino al 1796 i Conti Selvatico anch’essi vassalli estensi, fino all’arrivo di Napoleone e alla creazione della Repubblica Cisalpina.
Ad oggi l’impianto castellano è scomparso, si possono individuare i ruderi di un torrione circolare facenti parte della fortezza e alcune tracce di essa da uno sperone roccioso, tante piccole e graziose case in sasso vanno a costituire il borgo.
La nostra visita all’interno dell’ex canonica oltre all’affresco di Lelio Orsi ci ha portato ad ammirare la sala delle cucine nella quale è presente una finestra circolare che mostra l’Oratorio del Rosario sottostante.


Consiglio assolutamente la visita al piccolo e colorato oratorio circondato da cespugli di rose come a voler ricordare che la Madonna con bambino del cinquecento, posta nella nicchia centrale del piccolo coro è proprio la Madonna del Rosario.
A questo proposito segnalo un evento molto suggestivo che si svolge qui al borgo a Maggio, il prossimo anno sicuramente non lo perderò ed è “La Festa delle rose”.
Datata 1300 è invece la chiesa di Santa Maria Assunta, ricostruita su una chiesa matildica preesistente, una delle particolarità è la sua facciata che mostra mattoni di arenaria con leggere e visibili incisioni, tra le quali la data e l’ora di un’eclisse totale di sole verificatasi nel XIV secolo.
La visita a questo grazioso borgo ci ha sorprese e non è l’unico luogo con castello presente in questi splendidi boschi…
Non abbiamo avuto il piacere di visitare il complesso interamente ristrutturato del Castello posto a difesa della Valle del Tresinaro, sto parlando dello splendido Castello di Viano, che oggi oltre a fare ospitalità, organizza eventi ed effettua il servizio di ristorazione, maggiori info nel mio articolo dedicato.
Cosa vedere nelle vicinanze di Viano:
Sarò breve nel dirvi che oltre ad una visita ai Castelli sopracitati, imperdibile è anche il Cavazzone tra Viano ed Albinea, scendendo a valle vi imbatterete in una struttura alquanto singolare…
Questo complesso a soli 15 km da Reggio Emilia, venne costruito nel 1878 e divenne ben presto un borgo rurale completamente autosufficiente.
Il suo ideatore fu un viaggiatore ricco e facoltoso che risponde al nome di “Barone Franchetti” tutte le info le trovate nel mio articolo dedicato.
Dove mangiare a Viano:


Agriturismo Rio delle Castagne: Una bella realtà affacciata ad un laghetto di pesca alla trota ci ha ospitati per un lauto pranzetto durante la nostra giornata a Viano.
Ideale per famiglie con bambini, coppie e gruppi di amici questo agriturismo offre una cucina tradizionale emiliana costituita da primi piatti a base di pasta sfoglia, arrosti e torte o dolci al cucchiaio.
Per digerire poi ci si può recare nella fattoria didattica dell’Agriturismo e accarezzare i dolci animali: Cavalli e Asinelli presenti in un’area recintata non lontana dal ristorante, l’agriturismo svolge anche attività didattiche legate alle produzioni aziendali tra le quali miele e marmellate.
come arrivare:
L’azienda dista 22 km da Reggio Emilia e 23 km dalla stazione di Reggio Emilia.
E’ raggiunta 2 volte al giorno dalla corriera proveniente da Reggio Emilia.
Per raggiungere l’azienda prendere la strada provinciale Albinea Casina, passati i paesi di Albinea, Ca’ Bertacchi e Regnano si arriva a San Giovanni e in paese seguire le indicazioni.
Borgo21:


Home restaurant molto intimo e particolare situato a Castello Querciola, un piccolo luogo incantato, nato dal recupero di una delle case in sasso del borgo.
Una grande sfida quella della proprietaria 60 enne Simona Margini : ridare vita a un luogo incantevole e, per molti sconosciuto, della nostra terra.
Una sola saletta con porcellane decorate appese alle pareti, paralumi fatti di piante secche, carta da parati a fiori e tanto tanto altro per donare un’aria fiabesca ad un piccolo e accogliente salottino nel quale potere mangiare ma anche partecipare a workshop culinari e creativi.
L’ambiente è adatto per pranzi e cene di gruppo di massimo 10/12 persone ma la proprietaria cucinerà per voi i suoi sfiziosi manicaretti anche se deciderete di andare in numero inferiore.
“Un posto in cui guardare il passato, vivere il presente e immaginare il domani “
Borgo 21 si trova al civico 1/1 di Castello Querciola, potete trovare maggiori info qui sulla pagina social.
Concludo dicendovi che Viano è riconosciuta sul territorio collinare reggiano per svariate eccellenze tra le quali il tartufo che ogni anno viene celebrato attraverso una festa che si svolge nel secondo fine settimana di novembre.
In occasione dell’evento i cosiddetti “cavatori” della Valle del Tresinaro possono mettere in mostra il bottino trovato in queste aree che varia a seconda della stagione:
Nella stagione invernale dominano il tartufo bianco e il nero e nella stagione estiva lo scorzone.
Dal 15 settembre del 2021 inoltre Viano fa parte della Riserva di Biosfera MAB UNESCO.
Il territorio vianese ha tre aree SIC (Siti di Importanza Comunitaria): l’area di Monte Duro, quella Valle del Tresinaro o del Dorgola e l’area di Ca’ del Vento.
Il riconoscimento del MaB Unesco si aggiunge ai riconoscimenti di cui già si vanta il Comune di Viano: “Città del Tartufo”, “Città della Meccatronica” e, di recente, “Comune Amico delle api”.
Fa inoltre parte della “Compagnia della Spergola”.

Un Grazie di cuore alle amministrazioni nelle persone di Fabrizio Corti sindaco e Greta Fontana consigliera del Comune di Viano, senza il cui supporto questo splendido viaggio nell’alta Valle del Tresinaro non sarebbe avvenuto.
Vi aspetto nei commenti e anche sulle mie pagine social Facebook e Instagram per raccontarvi il meglio dell’Emilia.
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